Addio a Philippe Daverio, volto noto della divulgazione dell’arte

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Avrebbe compiuto 71 anni il mese prossimo, ma Philippe Daverio, volto iconico della divulgazione artistica della televisione italiana, è venuto a mancare stanotte all’Istituto dei Tumori di Milano visto che era malato da diverso tempo.

Chi era Philippe Daverio

Nato Mulhouse, in Alsazia, in Francia da padre italiano e madre francese è stato docente, saggista e personaggio televisivo, e storico dell’arte, oltre ad aver ricoperto  il ruolo di assessore alla Cultura del comune di Milano dal 1993 al 1997. Nel corso degli anni si è fatto molto apprezzare dalla gente “comune”, che ne ha sempre amato il suo piglio chiaro, da amatore che ha avvicinato ed ha incuriosito molti spettatori del suo programma Passepartout, in onda su Rai 3, oramai quasi un ventennio fa, decisamente meno apprezzato dalla classe d’elitè dell’arte (Vittorio Sgarbi lo aveva soprannominato anni fa “bibliotecario”), ben lontano dal fare puramente accademico. Con il suo oramai noto look con occhiali e papillon, è stato il volto di una cultura “accessibile”, fino alla fine ha rimproverato il nostro paese di non valorizzare abbastanza l’immenso background culturale a sufficienza.
Ha insegnato Storia dell’arte presso la Iulm di Milano, e Storia del design presso il Politecnico di Milano.

Il cordoglio

Non sono mancati messaggi di cordoglio per ricordare il divulgatore, come quello del Ministro del Beni Culturali Dario Francheschini: “Intellettuale di straordinaria umanità, un capace divulgatore della cultura, uno storico dell’arte sensibile e raffinato. Con sagacia e passione, ha accompagnato le italiane e gli italiani nell’affascinante scoperta delle architetture, dei paesaggi, dell’espressione creativa, degli artisti, delle fonti del nostro patrimonio culturale. Tutto questo era Philippe Daverio, un uomo di cui ho sempre apprezzato la grande intelligenza e lo spirito critico e che già manca a tutti noi”, toni simili anche da parte del primo cittadino di Milano Beppe Sala attraverso i propri social: “Con Philippe Daverio scompare uno dei grandi protagonisti della vita culturale di Milano degli ultimi decenni. Daverio è stato un innamorato di Milano cui ha sempre dato la forza della sua originalità e della sua competenza, dal Comune alla Scala fino al Museo del Duomo e a Brera. L’ho visto all’opera in tanti frangenti, non sempre ho condiviso le sue posizioni, ma mi ha sempre colpito la sua libertà di pensiero. Soprattutto Milano e l’Italia devono allo spirito internazionale e alla capacità comunicativa di Philippe la sua lotta in difesa del bello e dell’arte del nostro paese di cui fu un instancabile e geniale divulgatore. Grazie, Philippe, and “save Italy”. Save Italy era infatti il nome del movimento di opinione da lui creato nel 2011.

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