Monete che valgono 40 mila euro: assurdo, ecco quali sono

Il mondo della numismatica è letteramente colpo di esemplari interessanti, sia dal punto di vista storico, che quello collezionistico: le monete infatti, indifferentemente dalla provenienza e dal periodo storico e per questo la collezione, la conservazione, lo studio e l’eventuale scambio è un argomento sempre attuale.

Anche i meno esperti ed appassionati vengono inevitabilmente attratti dalle possibilità di un “facile” guadagno con le monete, essendo qualcosa che tende a “cambiare proprietario” con una certa facilità, anche se bisogna ricordarsi che per valere cifre quantomeno discrete una moneta deve appartenere ad una categoria specifica (spesso le tirature limitate, errori di conio e simili sono fattori che alzano il valore della stessa) ed essere in ottime/perfette condizioni.

Monete di valore

Tra gli esempi più conclamati di moneta rara di valore, ad esempio la moneta da 1 lira del 1947 se in condizioni Fior di Conio può valere fino a 1500 euro, discorso simile per la 2 lire, sempre nel 1947, recante un colosso su una superficie: in condizioni equiparabili al nuovo può superare agevolmente i 1600 euro. Leggermente meno rara ma comunque molto interessante la famosa 5 lire con un grappolo d’uva, ai tempi piuttosto comune ma decisamente rara da trovare in condizioni eccellenti. In questo caso un esemplare in condizioni FdC supera i 1000 euro di valore.

Un’altra moneta da 5 lire, ossia la “Delfino”, nello specifico quella realizzata nel 1955, coniata in circa 400mila esemplari, divenuta in pochi anni un oggetto da collezionismo piuttosto ambito, e per questo vale fino a 2000 euro.

Casi “recenti”

Senza andare troppo lontano, anche tra le innumerevoli edizioni speciali e commemorative degli Euro è possibile trovare qualche esemplare molto interessante come la moneta da 1 centesimo italiana coniata nei primi anni dall’entrata in vigore dela Moneta Unica: nel 2004 infatti a causa di un errore su una serie di queste monete fu impressa la Mole Antonelliana invece del Castel del Monte: questo “errore” ha reso questi esemplari molto rari, visto che la Mole Antonelliana è solitamente raffiugrata sulla moneta da 2 centesimi.
Un esemplare di questo tipo è stata battuta all’asta per 6600 euro pochi anni fa.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *