Queste 1000 Lire valgono 10 mila euro: ecco il motivo

La 1000 Lire è stato il “taglio” di cartamoneta tra i più utilizzati e immediatamente riconoscibili del nostro paese, nonchè un tipo di banconota tra i più antichi in assoluto d’Italia, essendo formalmente nata ben prima dell’Unificazione Italiana avvenuta nel 1861.
Dal punto di vista storico la “vita” della 1000 lire ha un significato profondo nella nostra cultura, e anche da quello collezionistico un particolare tipo di banconota può valere anche cifre considerevoli.

Un po’ di storia

Quasi tutti associamo la Mille lire a quella che è stata utilizzata fino all’arrivo dell’Euro, ossia il modello “Montessori”, recante per l’appunto Maria Montessori, realizzata in un numero considerevole di esemplari dal 1990. Questa versione è andata a sostituire le precedenti recanti l’Italia ornata di perle Marco Polo, Giuseppe Verdi, ossia tutte le versioni realizzate dalla Repubblica Italiana.
Molto nota, anche presente in vecchi film, italiani, il modello denominato Grande M, che si dinstingue per le grandi dimensioni e per l’appunto una grande M sulla superficie, mentre i primissimi esemplari risalgono addirittura alla metà del 1700, realizzate dal Regno di Sardegna.

1000 lire di valore

Le mille lire di maggior valore attuale non sono quelle stampate su carta ma quelle realizzate in numero molto limitato nel 1970 per celebrare la proclamazione di Roma Capitale: è una moneta realizzata  recante l’effige della Dea Concordia e di per se non è particolarmente preziosa nella sua forma “classica” (vale circa 20-30 euro). Molto più rara ed interessante è la variante “prova”, sviluppata in argento che vale oltre 1000 euro.

Da ricordare il capitolo da noi già trattato relativo alle Mille Lire Giuseppe Verdi, in circolazione dagli anni 60 ed impiegate per almeno vent’anni. Oggi ci concentriamo sulla versione che è maggiormente riconoscibile dalla gran parte degli italiani al giorno d’oggi, ossia la Mille Lire Montessori, che reca sul fronte per l’appunto un ritratto di Maria Montessori, e sull’altro il dipinto “Bambini allo studio” di Armando Spadini, realizzato nel 1918. Questo esemplare è molto diffuso, realizzato come detto nei primi anni 90 per sostituire il modello Marco Polo.

Le Montessori di valore si riconoscono attraverso il numero di serie, stampato nell’angolo inferiore sinistro della banconota, in particolare le banconote che iniziano per XC A X.

La XC A, in condizioni Fior di Stampa (ossia paragonabile al nuovo, mai circolata) vale oltre 200 euro, una di serie raggiunge una valutazione massima di 100 euro.

Tutti gli altri esemplari, nelle medesime condizioni, valgono cifre molto inferiori, solitamente dai 2 ai 5 euro, essendo molto più diffuse.

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