Nessuno sapeva cosa fosse: ecco il bonifico parlante

Abbiamo recentemente trattato le diverse tipologie di bonifico, sia bancario che postale, che riescono nella maggior parte dei casi a soddisfare le esigenze di una cittadinanza europea e mondiale sempre più diversificata e “tecnologica”, visto che il bonifico resta il principale modo tracciabile per spostare somme anche ingenti di denaro.

Nell’articolo però manca il cosiddetto Bonifico Parlante: di cosa si tratta?

Bonifico parlante, cos’è?

Il bonifico parlante rappresenta la metodologia di pagamento orientata per accedere a bonus e detrazioni fiscali: questo viene sfruttato per acquisare materiali, elettrodomestici a risparmio energetico, arredamenti, e qualsiasi altra forma di bene utilizzata per sfruttare qualsiasi agevolazione del genere, come ad esempio il Bonus Mobili, anche se quest’ultimo può essere sfruttato anche semplicemente dimostrando di aver acquistato i beni con moneta elettronica, come carta o bancomat.

Il Bonifico parlante è obbligatorio per ottenere i benefici di forme agevolazioni come ecobonus o il credito di imposta, che sono incentrati sul rimborso di lavori di ristrutturazione e permette di “tenere traccia” dei dati del destinatario ma anche quelli del contribuente.

Come si compila

bonifico parlante

Questo si effettua direttamente in filiale: tutte le banche moderne sono dotate di un modulo specificatamente creato per lo scopo, dove è necessario inserire la causale del bonifico che andrà compilata con la dicitura “Bonifico per detrazioni previste dall’art. 16-bis del Dpr 917/1986”.

A questa viene solitamente aggiunta qualche informazione specifica per poter poi risalire in maniera rapida alla transazione (come la data del bonifico).

Bisogna poi riportare il codice fiscale del beneficiario: nel caso di ristrutturazioni di parti condominiali è necessario inserire il codice fiscale del condominio, dell’amministratore o dell’inquilino che ha effettuato le spese. Se gli interessati sono più di uno, vanno riportate le informazioni di ogni persona.

Poi va riportato il numero partita iva oppure il codice fiscale: da inserire per l’intestatario del bonifico e quindi dell’azienda che si è occupata dei lavori.

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