Attenzione ad Unicredit: ecco cosa potrebbe accadere

Il tema attorno alla sorte di Unicredit è sempre da molto “caldo” e seguito sia dagli esperti di finanza che dai semplici risparmiatori, perchè non si tratta di una “semplice” banca ma rappresenta uno dei maggiori e più influenti istituti bancari del vecchio continente e uno dei principali del nostro paese. Da diversi mesi si parla infatti di una fusione con Monte dei Paschi di Siena, un altro istituto storico italiano che ha dovuto fronteggiare numerose problematiche.

La situazione Unicredit

Unicredit gode di una grande influenza e considerazione fin dalla sua creazione, avvenuta a fine anni 90, visto che si tratta di uno dei primi esempi di istituto bancario “moderno”, essendo una società quotata in borsa fin dal principio che dai primi anni 2000 ha già “inglobato” diverse banche in altrettante fusioni ma che a seguito della crisi economica del 2008 ha dovuto fronteggiare diverse situazioni molto complesse, con continui cambi al vertice e aumenti di capitale, eventi che hanno contribuito a mandare in crisi i piccoli risparmiatori e gli investitori che avevano deciso di investire sulla S.p.A. di Unicredit. Come accaduto per MPS, anche Unicredit ha necessitato l’impegno da parte del governo italiano.

Unicredit prelievo

Cosa potrebbe accadere?

E’ quasi impossibile una nuova profonda crisi come quelle che hanno colpito gran parte delle banche, ed ancora più improbabile un vero e proprio fallimento, anzi il futuro di Unicredit sembra positivo visto che la trattativa per la fusione con MPS. Il sole 24 ore ad esempio ha addirittura annunciato un accordo solo da ufficializzare, probabilmente l’esito della trattativa sarà annunciato poco dopo che UniCredit avrà approvato i conti del terzo trimestre, ossia il 27 ottobre 2021. Questi segnali hanno ridato fiducia anche al titolo in borsa che recentemente ha visto salire il proprio valore oltre l’11 % rispetto a pochi giorni fa, arrivando a toccare quotazioni che mancavano da oltre un anno, ossia dal periodo appena precedente alla pandemia.

 

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *