Pensioni Novembre: assurdo, ecco chi prende meno soldi

Per chi “prende la pensione” c’è sempre il timore di nuove trattenutie e importi utilizzabili meno sostanziosi rispetto ai periodi trascorsi: le categorie dei pensionati infatti è spesso “utilizzata” dall’esecutivo come forza riequilibratrice dei redditi e come ogni erogazione su base statale a ritmo regolare possono verificarsi ritenute o lievi aumenti in base a determinati fattori.

Pensioni Novembre, ecco chi prende meno soldi

Non ci sono in programma ritenute “generiche” per tutti i pensionati ma dal mese di ottobre 2021 l’INPS, come l’anno precedente procederà ai recuperi della quattordicesima e di tutti gli importi irregolarmente erogati per quanto riguarda le annate precedenti con ritenute pari al 1/24 dell’importo totale erogato nel biennio.

I pensionati “vittime” di queste ritenute sono state precedentemente avvisati tramite un’avviso presso il proprio domicilio.

Pensioni Novembre 2021, le date dei pagamenti

Anche per il mese di novembre 2021 i giorni relativi ai pagamenti sono decisi in ordine alfabetico, seguendo la prima lettera del cognome, a partire dal 25 ottobre fino al 30 dello stesso mese. Per chi percepisce la pensione attraverso accredito bancario queste non saranno accreditate prima del giorno 2 novembre.

  • A-B: lunedì 25 ottobre;
  • C-D: martedì 26 ottobre;
  • E-K: mercoledì 27 ottobre;
  • L-O: giovedì 28 ottobre;
  • P-R: venerdì 29 ottobre;
  • S-Z: sabato 30 ottobre.Pensioni settembre ottobre novembre

Entro 10 giorni inoltre l’esecutivo Draghi dovrà esporsi in merito al sistema che prevede l’uscita dal mondo del lavoro, data la necessità impellente: poche certezze, tra queste (quasi) certe vi è la proroga di Ape Sociale, idem per quanto riguarda Opzione Donna, tutte tipologie di pensionamento che saranno preventivamente messe in agenda dal governo nella prossima legge di Bilancio.

Altrettanto certa l’assenza della tanto chiacchierata Quota 100, che non sarà rinnovata: sia opposizione che governo hanno chiesto all’ex Governatore della Banca d’Italia un modo meno “doloroso” per chi ha 62 e 63 anni di uscire dal mondo del lavoro. Tra le ipotesi vagliate c’è quella di creare una nuova tipologia di modalità che prenda il posto di Quota 100.

 

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