Pensione, 300 euro in più per queste persone: ecco la lista ufficiale

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Il tema legato alle pensioni è sempre molto “caldo” e particolarmente chiacchierato, sopratutto in un paese con differenze sociali piuttosto marcate e che deve fare i conti con un’età media decisamente avanzata, situazione se si ripercuote sul sistema pensionistico. Situazioni uniche come la pandemia ha dovuto per forza di cose vedere alcune dinamiche venire modificate, e anche se l’impressione è che le pensioni, sopratutto quelle minime, non subiscano mai dei veri e propri incrementi, in realtà questi si verificano in concomitanza di particolari condizioni.

Pensione, 300 euro in più per queste persone

L’aumento dell’inflazione farà registrare in maniera pressochè diretta un aumento di 300 euro annui per una nutrita schiera di pensionati: in gergo infatti l’inflazione indica l’aumento dei prezzi dei beni più diffusi e comuni, rendendo meno efficace il potere acquisto della valuta attuale su base territoriale. In soldoni, l’esecutivo corrente aumenterà sensibilmente le pensioni pari o superiori a 1500 euro mensili della somma sopracitata, corrispondente a 25 euro in più al mese.

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In fondo monetario, secondo le proiezioni, dovrebbe toccare un’inflazione del 3,6 %, un incremento di circa l’1,7 % rispetto all’ultima valutazione, in vista del prossimo anno e per questo sono stati stanziati circa 4 miliardi di euro che saranno divisi per circa 23 milioni di italiani che rientrano nella categoria. Dopo un 2020, che ha visto gli effetti del Covid-19 influire anche sul potere d’acquisto, il che ha comportato un aumento pressochè nullo dell’inflazione nel corso dei passati 12 mesi.

Il ritorno della perequazione

Il 2022 vedrà anche il ritorno della perequazione per le diverse “fasce” di pensionamento: il governo lo ha infatti reso ufficiale recentemente ma non ha fornito ancora dettagli specifici in merito.

L’esecutivo deve ancora prendere una decisione definitiva in merito a  Quota 100, che non è stata rinnovata ma che dovrà essere sostituita, anche se ipotesi come Quota 102 e 104 non sembrano trovare consensi neanche tra le parti slegate dall’esecutivo, come gran parte dei sindacati.