Attenzione alla truffa del “Si”: ecco cosa vi fanno, incredibile

L’uso delle tecnologie e degli strumenti relativi apre nuove possibilità lavorative e di svago, ma “presta il fianco” anche a una serie di raggiri e truffe varie che sfruttano le eventuali “falle” delle tecnologie stesse. Questo processo di continua evoluzione da diversi anni ha “toccato” sopratutto il mondo digitale, vista l’enorme diffusione che dispositivi come telefono, personal computer e tablet hanno avuto sulla vita quotidiana della maggior parte della popolazione.

La truffa del “Si”

La cosiddetta “truffa del Si” non è tra le più recenti ma ha rappresentato sicuramente una delle più diffuse degli ultimi decenni, ma che recentemente sembra essere tornata in auge negli ultimi mesi, a causa del contesto attuale: diffusa a partire dai primi anni 2000, solitamente si manifesta sotto forma di telefonata da parte di un call center che sfrutta un contesto dialettico molto specifico che viene estraniato dal contesto.

Per fare un esempio pratico, l’operatore di turno è solito fare una domanda basilare, che in genere prevede un’affermazione, come un semplice Si, che viene registrato successivamente dal call center ed utilizzato per permettere all’azienda in questione, generalmente un fornitore energetico, di poter stilare un contratto, senza una vera intenzione da parte della “vittima”, che in molti casi attiva un contratto senza realmente volerlo.

Negli ultimi mesi si è verificato un aumento esponenziale di questa tipologia di truffa, a seguito di numerose segnalazioni e dopo aver riscontrato una fattura di un contratto ottenuto in questa maniera, quindi non in maniera consapevole.

Cosa fare?

truffa del si

Oltre a segnalare prontamente quanto accaduto il prima possibile all’AGCOM, esistono alcune “dritte” da adoperare per evitare questo tipo di problematica: mai concedere i propri dati anagrafici, ne altre informazioni strettamente personali come ad esempio numeri di conto corrente o quant’altro. Appare abbastanza elementare evitare di rispondere con un “si”, optando per altre parole.

L’incremento di segnalazioni è probabilmente riconducibile ad una scadenza relativa al mercato tutelato, che prevede condizioni meno stringenti per le piccole aziende a partire dal 2023.

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