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Allerta Fisco in tutta Italia: ecco cosa sta succedendo

L’ultima parte dell’anno solare rappresenta per molti una sorta di “boccone amaro” da digerire dal punto di vista fiscale, perchè lo stato deve per forza di cose “tirare le somme”: abbiamo già esamniato le scadenze relative a quest’ultima parte di 2021, fase dell’anno che anticipa un 2022 che si prospetta complesso da decifrare e da gestire sia per l’attuale governo che per quelli futuri.

Allerta Fisco in tutta Italia

Problematiche dovute alla situazione economica traballante, rese ancora più difficli da gestire a causa degli effetti post pandemia, hanno sicuramente influenzato negativamente sulla crescita di tutti i paesi europei maggiormente colpiti dal contagio. L’attuale esecutivo capitanato da Mario Draghi, che è divenuto primo ministro dopo la caduta del secondo governo Conte all’inizio del 2021, ha rafforzato i controlli fiscali in tutto il paese, e in vista della Legge di bilancio che apporterà sicure novità per permettere al paese di continuare la pur risibile crescita economica, la prima dopo il 2020, i trasgressori, sia privati cittadini che aziende, dovranno per forza di cose adeguarsi ai tempi. L’evasione fiscale è un problema che attanaglia tutti i governi esistenti ma è particolarmente presente in contesti che ne favoriscono la proliferazione.

Ecco cosa sta succedendo

allerta fisco

La guerra al contante viene percepita come eccessivamente “aggressiva” da parte del governo Draghi ma in realtà l’ultimo esecutivo sta semplicemente proseguendo una strada già battuta sia dai precedenti governi che dal resto d’Europa: non è un caso che la circolazione di denaro liquido venga spesso “osteggiata” in favore della moneta elettronica (non è un caso che l’esecutivo attuale abbia sviluppato il Bonus Bancomat) e questo significa maggiore bisogno di tracciabilità dei movimenti di denaro.

Dal 1° gennaio 2022, il nuovo limite di contante sarà fissato a 999,99 €, una riduzione ulteriore di una soglia attualmente fissata a 1999,99 €, con soglie mensili che non dovranno superare i 10mila euro. In caso contrario ogni “movimento” di denaro dovrà essere giustificato pena sanzioni di diverse migliaia di euro.