“Cerca queste 10 Lire!”: pazzesco, ecco quanto valgono oggi

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La moneta da 10 lire ha rappresentato un formato monetario particolarmente longevo nella storia della lira italiana, oltre a “mettere in evidenza” i numerosi cambiamenti storici, economici e culturali che hanno influenzato il nostro paese nell’ultimo secolo e mezzo.

Può sembrare strano visto che questa tipologia di monete è stata utilizzata progressivamente sempre meno nel corso della seconda metà del 20° secolo: l’ultima emissione, definita Spiga infatti ha avuto corso legale fino al 2001, ad appena un anno dalla dismissione della lira italiana.

Un po’ di storia

La storia delle 10 lire ha inizio con l’unificazione italiana, datata 1861, anche se ad essere precisi le prime monete di questo taglio italiane risalgono a qualche anno prima, realizzate dal Regno di Sardegna. Tutte le monete da 10 lire del Regno d’Italia, quindi quelle realizzate dalla metà del 1800 fino alla seconda guerra mondiale presentavano un elevato potere d’acquisto, essendo realizzate in oro o altri metalli preziosi, e come abbiamo già osservato, possono raggiungere cifre estremamente alte.

10 lire 1947

“Cerca queste 10 Lire!”: pazzesco, ecco quanto valgono oggi

Dopo la seconda guerra mondiale il sistema monetario italiano andò incontro ad un netto cambiamento, causato anche dall’inflazione e dalle difficoltà post belliche: a breve distanza dalla proclamazione della repubblica, il nostro paese promulgò un decreto per la realizzazione di nuove monete da 1, 2, 5 e 10 lire, nella fattispecie il C.P.S. n.298 del 6 settembre 1946.

La prima 10 lire dell’epoca repubblicana è conosciuta come Olivo o anche Pegaso, e fu realizzata dal 1946 fino al 1950. Realizzate in italma, queste monete presentano il celebre cavallo alato su uno dei lati, e un ramoscello di ulivo dall’altro, e presentano un diametro da 29 mm e il peso di 3 grammi.

Nel 1946 furono coniate poco più di 100mila di queste monete, oggi classificate con grado di rarità 3. Ciò significa che il valore supera i 100 euro come valutazione base ma può “toccare” gli 800 euro se in Fior di Conio.

Ancora più rare quelle del 1947: solo 12mila esemplari per un valore ancora più elevato, visto che si parte da una base di 1500 euro fino a raggiungere i 4500 euro se in Fior di Conio.