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Addio alle banconote: pazzesco, ecco da quando non saranno più valide

La “guerra al contante” è oramai un argomento di attualità, per molti tema che lo è divenuto in tempi recenti ma che in realtà fa parte di una tendenza che per certi versi è una vera necessità da parte dei governi europei. Con il numero sempre maggiore di pagamenti elettronici/telematici il “denaro liquido” è in graduale diminuizione da oramai circa un decennio. Del resto le politche sono proprio quella di limitarne l’uso, abbassando il “tetto prelevabile” giornalmente e mensilmente.

E’ ancora presto per stabilire un addio della carta moneta, oppure si può stabilire una data che metterà la parola fine al contante?

Cambiamenti in corso

La politica dettata dall’Unione Europea, in realtà condivisa già ben prima dell’arrivo dell’euro, e portata avanti anche al di fuori del vecchio continente è proprio quella di sfruttare i sempre più inclusivi pagamenti elettronici, oggi alla portata praticamente di chiunque. In realtà il processo ha già condizionato la circolazione dei contanti, che prendendo in considerazione solo la moneta unica è già piuttosto evidente. Nel 2019 oltre 500 milioni di banconote erano “circolanti” sul territorio europeo, numero che diminuisce gradualmente ma costantemente, infatti l’anno successivo si è ridotto a 400 milioni. Circa il 30 % era costituito dal taglio da 500 euro, che seppur poco diffuso presso la popolazione è stato utilizzato in maniera massiccia da parte della criminalità organizzate ed anche per questo la produzione di queste banconote si è fermata nel 2019.

Addio alle banconote: pazzesco, ecco da quando non saranno più valide

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L’intenzione è quella di cambiare nuovamente il “look” alle banconote in vista del 2024, processo per complicare la vita ai contraffattori, ma anche per rafforzare l’idea stessa di Europa Unita. E’ ancora presto per la dismissione dei contanti, almeno per questo decennio che vedrà ancora, sopratutto culturalmente, l’imporsi della moneta “fisica”, nonostante il naturale processo di rinnovamento che oramai coinvolge la quasi totalità degli stati del mondo.