Reddito di cittadinanza, novità sconvolgente: ecco cosa succede

Reddito di cittadinanza

Chiacchieratissimo fin dal suo sviluppo, il Reddito di Cittadinanza ha sempre “spaccato” l’opinione pubblica tra chi ritiene questa misura una forma di aiuto realmente utile per i meno abbienti, permettendo anche di entrare nel mondo del lavoro o per una eventuale reintroduzione, e tra chi invece la considera una forma di assistenzialismo che mina al mondo del lavoro, facendo “impigrire” i potenziali lavoratori. Criticata molto anche la funzione di introduzione al mondo del lavoro, tramite i navigator, una figura equiparabile a quella di un tutor che avrebbe dovuto, almeno nelle intenzioni, favorire proprio questo ingresso, presentando delle offerte di lavoro attraverso una collaborazione con i centri per l’impiego.

Reddito di cittadinanza, novità sconvolgente: ecco cosa succede

L’esecutivo Draghi nella bozza più recente della legge di bilancio ha di fatto confermato la misura del Reddito di Cittadinanza seppur con alcune modifiche che andranno tuttavia confermate tramite la gazzetta ufficiale. Ciò che emerge è lo stanziamento di oltre un miliardo di euro per il 2022 e via discorrendo per tutti gli anni fino al 2029, con la ferma intenzione di potenziare i centri per l’impiego, che potranno godere di controlli più rapidi.

Attraverso il portale dell’INPS potrà verificare in poco tempo tutti i dati anagrafici dei beneficiari, che non potranno rifiutare più di un’offerta di lavoro pena il “taglio” di una parte del reddito erogato, mentre un secondo rifiuto farebbe lo farebbe decadere del tutto.

Le offerte di lavoro che saranno presentate saranno considerate congrue per un beneficiario se si troveranno entro 80 chilometri dal domicilio di quest’ultimo e non più 100.

Niente più navigator

Non è stato rinnovato il contratto per 2500 figure Navigator: la legge di bilancio infatti non prevcede il rinnovo di questa tipologia di figure per il 2022, manifestando l’intenzione da parte dell’esecutivo di affidarsi maggiormente ai centri per l’impiego per la formazione e per le proposte di posti di lavoro.

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