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Quanto vale la Gioconda? La risposta lascia tutti senza parole

Il quadro notoriamente conosciuto come la Gioconda rappresenta probabilmente l’opera d’arte più famosa e riconoscibile al mondo, vanto del Museo del Louvre, a Parigi, che ne detiene la proprietà del quadro da oramai oltre 5 secoli.

Nonostante non abbia un’apparenza maestosa nelle dimensioni (misura infatti “solo” 77×53 cm), il dipinto creato da Leonardo Da Vinci a cavallo tra il 1503 e il 1506 mantiene un fascino incredibile ed ha anche un’enorme “potenza” storico/artistica ancora ineguagliabile, che ha definito i parametri artistici del mondo occidentale.

Ad oggi viene vista da circa 30mila persone ogni giorno, e quasi tutti

La Gioconda

Fu lo stesso Leonardo che decise di portarla con se durante essersi trasferito in Francia, nel 1516. In quel periodo fu venduta al Re di Francia Francesco I, che l’acquistò per circa 4mila ducati d’oro. Durante il regno di Luigi XVI, ossia Re Sole il dipinto fu spostato a Versailles, fino alla Rivoluzione francese: nell’800 fu collocata a Louvre e dopo essere stato di proprietà di Napoleone tornò al museo. Nel corso del 20° secolo fu rubato e poi spostato nuovamente durante il secondo conflitto mondiale per poi tornare definitivamente nel museo.

Il sorriso enigmatico, il senso delle proporzioni del quadro denominato solo successivamente Gioconda (visto che la donna ritratta è Lisa Gherardini, consorte del nobile Francesco del Giocondo) sono solo alcuni dei fattori che hanno contribuito a rendere così importante questo dipinto.

Quanto vale la Gioconda? La risposta lascia tutti senza parole

Vista l’importanza storica e culturale del dipinto, non solo per la Francia ma per tutta l’arte occidentale, “ufficialmente” non è in vendita, e per legge non può formalmente vendere i propri beni artistici senza sostituirli con altri di pari valore: dato che non esistono opere neanche paragonabili al valore, si può solo ipotizzare un’eventuale valore monetario che non sarebbe inferiore a 50 miliardi di euro, ma si tratta di cifre astratte dato che anche solo il “muovere” l’opera richiede un dispiegamento di risorse estremamente alto.

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