Pensioni, cambia tutto: ecco cosa accade a Gennaio!

Con la nuova legge di Bilancio, da gennaio il panorama pensionistico cambia volto e regole. Addio a Quota 100, al posto della quale subentrerà Quota 102, un insieme di misure che regolamenteranno il pensionamento nel corso del 2022- Aalmeno fino a quando una nuova discussione tra Governo e parti sociali non porterà a una più completa ristrutturazione della legge Fornero. Vediamo dunque cosa cambia da gennaio per le pensioni.

Quota 102: per le pensioni cambia il calcolo

Chi potrà andare in pensione nel 2022? Quanti anni di contributi bisogna aver maturato e quale età è necessario aver raggiunto?

Quindi 38 anni di contributi e un minimo di 64 anni di età: questi i nuovi limiti imposti dalla nuova Quota 102 per andare in pensione quest’anno, a differenza di Quota 100 che permetteva di andare lasciare il lavoro già a 62 anni.

Richiedendo l’indennità dell‘APE sociale sarà comunque possibile andare in pensione già a 63 anni, mentre Opzione donna consente alle donne di chiedere la pensione già a 58 anni, con una base contributiva di almeno 35.

Ape sociale aperto a nuove categorie di lavoratori

Un anno di proroga per l’Ape sociale, l’indennità prevista per alcuni tipi di lavoratori in difficoltà. Per il 2022, questa possibilità viene estesa ad altre 8 categorie, tra cui quella dei ceramisti, che vanno ad aggiungersi alle precedenti 15.

In più, come negli anni precedenti, potranno richiedere l’Ape anche i lavoratori che assistono parenti con gravi handicap, disoccupati che non percepiscano più la NASPI e invalidi civili con un’invalidità di almeno il 74%. Queste tre categorie devono aver maturato almeno 30 anni di contributi.

Chi ha invece svolto un lavoro usurante tra quelli riconosciuti per l’Ape, deve aver accumulato un minimo di 36 anni di contributi. Tra questi lavoratori rientrano i facchini, i conduttori di gru, di camion e di convogli ferroviari, infermieri e ostetriche e altri ancora.

Per quanto riguarda i lavoratori edili, la soglia per accedere all’indennità pensionistica scende da 36 a 32 anni di contributi.

Opzione donna confermata

Confermata per il 2022 Opzione donna, la quale permette alle lavoratrici di uscire dal mercato del lavoro con 35 anni di contributi e 58 anni di età. Le lavoratrici autonome devono invece avere almeno 59 anni.

L’assegna riconosciuto verrà ridotto di circa il 30% rispetto a quello che riceverebbero completando gli anni di lavoro richiesti per l’ottenimento della pensione completa.

Pensioni, cambia l’assegno: aumento dell’1,7%

Il 2022 prevede anche un aumento dell’assegno pensionistico, il quale verrà aumentato per essere equiparato all’aumentato costo della vita.

La percentuale di aumento varia in base al valore dell’assegno pensionistico e, nello specifico, all’aumentare di questo diminuisce la percentuale applicata per l’adeguamento al costo della vita. Questo favorirà dunque le pensioni più basse, riducendo via via l’aumento all’aumentare dell’importo percepito.

Le percentuali sono calcolate in base al trattamento minimo Inps, il quale è pari a 2062,32 euro. L’aumento dell’1,7% è previsto per tutte le pensioni il cui importo sia fino a 4 volte superiore al minimo Inps.