Nuovi contributi a fondo perduto: ecco come riceverli e chi può averli

La ristorazione è un settore in difficoltà al momento, che può trovare il sostegno necessario aderendo ai contributi a fondo perduto. Per questo alcuni di tali provvedimenti di più ampio respiro, in questo inizio di 2022, sono proprio destinati alle imprese appartenenti a questa categoria. Non mancano però neanche quest’anno i contributi a fondo perduto per il sostegno dell’imprenditoria femminile. Vediamo dunque come ricevere i contributi a chi può farne richiesta.

Contributi a fondo perduto per le imprese della ristorazione

Ammonta a 100 milioni di euro la somma destinata dal Ministero dello Sviluppo Economico alle imprese e alle partite Iva  impiegate nell’ambito della ristorazione.

I contributi sono destinati a mense, servizi di catering e imprese che si occupano di ristorazione collettiva che possiedano requisiti specifici. In particolari, tra i requisiti troviamo una diminuzione del 15% del fatturato rispetto all’anno precedente. In secondo luogo, le imprese o le partite IVA interessate devono operare sotto contratto per commettenti pubblici o privati in modo continuativo; insomma non occasionale, per fornire ristorazione a uffici, scuole, ospedali e via dicendo.

Le imprese che faranno domanda, laddove questa venisse accettata, riceverebbero una somma che sarà uguale per tutte; questa che non supererà in ogni caso i 10000 euro.

Le domande dovranno essere inviate seguendo le istruzioni che verranno pubblicate sul sito dell’Agenzia delle Entrate.

Contributi a fondo perduto per l’imprenditoria femminile

Non solo le imprese della ristorazione collettiva, ma anche l’imprenditoria femminile potrà godere, in questo 2022, di nuovi contributi a fondo perduto.

Con la nuova Legge di Bilancio e la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale, il Ministero dello Sviluppo Economico ha chiarito quali spese possono ricevere i finanziamenti e come ottenerli.

Chi può farne richiesta

Il fondo per l’imprenditoria femminile è destinato a tutte le imprese, cooperative o associazioni che abbiano almeno il 60% di partecipazione di donne; vale sia per le imprese già esistenti oppure in fase di creazione. Gli amministratori dell’impresa interessata ai fondi non devono aver subito condanne penali per qualsiasi reato riconosciuto come motivo di esclusione dagli appalti.

Possono fare richiesta anche le imprese di tipo individuale che abbiano come titolare una donna non condannata per i reati suddetti; inoltre le libere professioniste con Partita Iva e le donne che intendono aprire un’impresa o una partita Iva entro i successivi 60 giorni dall’accettazione della domanda.

La sede legale dell’impresa dovrà essere in Italia solo nel caso in cui fosse stata fondata da meno di un anno.

Quali attività possono richiedere i contributi e a quanto ammontano

Possono fare richiesta di questi fondi le imprese che, oltre a possedere i requisiti citati sopra, operino nell’ambito artigianale, industriale, commerciale, dei servizi, del turismo; oppure anche in quello della trasformazione di prodotti di origine agricola.

I finanziamenti andranno a coprire investimenti che potranno essere effettuati nel giro di due anni; l’ammontare massimo potrà essere di 400.000 euro per le imprese già esistenti e di 250.000 euro per quelle di nuova costituzione.

Per ottenere i finanziamenti sarà necessario inviare domanda online seguendo la procedura sulla piattaforma Invitalia.