Soldi a palate se in casa hai questo gettone telefonico: FOTO

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In pochi decenni un oggetto un tempo molto comune come il gettone telefonico è diventato una sorta di pezzo da museo, pressochè sconosciuto per le nuove generazioni visto che la sua funzione è stata resa possibile dalle schede telefoniche, molto più pratiche dei gettoni, prima che la telefonia mobile prendesse piede a partire dagli anni 90 del 20° secolo.

Ad oggi questi oggetti rappresentano poco più di un ricordo nostalgico per alcuni ma anche un’opportunità di discreto guadagno per altri.

Il periodo d’oro del gettone

I gettoni hanno accompagnato la poplazione italiana in periodi estremamente importanti nel corso dell’ultimo secolo, uno dei simboli dell’urbanizzazione che ha avuto un’acellerata a partire dalla seconda metà degli anni 50, anno in cui anche questi oggetti hanno trovato la propria forma definitiva proprio nel 1959, quando quasi tutte le aziende italiane hanno adottato un formato unico, comprendente le scanalature, una struttura in bronzo e 4 cifre che indicano mese ed anno di realizzazione.

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A partire dal 1980 questi oggetti non sono stati più prodotti ma hanno resistito per diversi anni, affiancando dapprima le tessere telefoniche per poi scomparire definitivamente con la diffusione dei cellulari, in concomitanza con la dismissione dei telefoni pubblici e delle relative cabine.

Soldi a palate se in casa hai questo gettone telefonico: FOTO

I gettoni come le monete valgono di più se si tratta di esemplari rari e non comuni: un esempio è dato dal gettone sviluppato dalla SET, officina di Napoli nel 1934. Esistono due varianti di questo particolare esemplare, uno con il punto subito dopo la T e uno senza il punto. La variante senza punto è leggermente meno rara e vale dai 25 ai 100 euro se in eccellenti condizioni, mentre può far guadagnare cifre sensibilmente più elevate la variante con il punto, che può valere fino a 160 euro se non presenta segni di usura evidenti.