Se trovi la moneta con il pesce sei veramente ricco: ecco quale devi cercare

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Anche nel contesto economico attuale, sempre più dominato dalla moneta elettronica, il “denaro liquido” resta la forma di pagamento più tradizionale e “tangibile” per la maggior parte della popolazione italiana, tradizionalmente più restia a cambiamenti importanti.

L’arrivo dell’euro ha dimostrato che con il passare degli anni un adattamento ad una nuova valuta è possibile; la moneta unica ha sostituito la lira dopo circa un secolo e mezzo di onorato servizio, ma il vecchio conio italiano rappresenta tutt’ora una delle più ricercate e riconoscibili in assoluto.

Vecchio conio

La lira ha rappresentato la moneta per molte generazioni di italiani e con esse ha spesso “mutato” forma, composizione metallica e potere d’acquisto. Un esempio è dato dalla 5 lire, fino alla seconda guerra mondiale un “taglio” dall’elevato potere d’acquisto ma che poi gradualmente è divenuta un’emissione “minore” fino a non essere più utilizzata negli ultimi anni del 20° secolo.

Le 5 lire repubblicane esistono in due versioni, la prima è soprannominata Uva e la seconda è conosciuta con il nome di Delfino.

Se trovi la moneta con il pesce sei veramente ricco: ecco quale devi cercare

La “moneta con il pesce”, anche se in realtà è un delfino, quindi un mammifero, rappresenta la 5 lire che ha trovato maggiore diffusione in assoluto, per quanto riguarda questo taglio, essendo stata coniata per 50 anni, seppur con qualche periodo di “pausa”, dal 1951 al 2001.

Emissione molto comune quindi, ma alcuni esemplari sono estremamente rari e ricercati come ad esempio la 5 lire Delfino del 1956, coniata in appena 400.000 esemplari, che può valere dai 50 euro se in condizioni discrete fino a oltre 3.500 euro se è in Fior di Conio, senza alcun segno di usura, che presenta quindi un aspetto paragonabile al nuovo assoluto.

5 lire delfino

Meno “danarose” ma interessanti le monete da 5 lire del 1969, o meglio, alcune di queste che presentano il numero 1 del 1969 capovolto: classificate come non comuni, valgono dai 15 ai 90 euro, a seconda delle condizioni di conservazione.