Banconote, adesso è tutto vero: ecco quali non saranno più valide!

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Banconote e monete rappresentano la parte più “concreta” e tangibile del potere di acquisto assieme all’oro, risorse che sono condizionate da numerosi fattori economici e politici che ne condizionano il valore effettivo.

Anche l’euro, valuta che è stata concepita come maggiormente inclusiva da parte dell’Unione Europea, è soggetta fenomeni come l’inflazione, che ne modificano di volta in volta il potere d’acquisto, oltre a dover fronteggiare la consueta serie di problematiche inerenti a qualsiasi tipo di valuta economica. Tra queste la contraffazione, che richiede un livello di sicurezza in fase di produzione per rendere la vita più difficile possibile ai falsari, e l’usura delle stesse, fenomeno che rende necessario un costante ricambio da parte delle singole nazioni, secondo disposizioni europee.

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Banconote, adesso è tutto vero: ecco quali non saranno più valide!

Le banconote europee hanno già avuto un profondo restyling estetico che ha aggiornato i già citati sistemi di sicurezza ed ha apportato anche modifiche stilistiche. La seconda serie è soprannominata Europa ed ha iniziato a prendere il posto nel 2013, sostituendo inizialmente la banconota da 5 euro, prendendo piede poi con tutti gli altri “tagli” fino ai 200 euro. La banconota da 500 euro infatti non è stata riproposta nella seconda serie, per motivazioni non legate alla falsificazione.

Il taglio “maggiore” infatti è stato utilizzato sopratutto da contesti criminali e quelli di lavoro irregolare, vista la posizione netta da parte dell’UE di fronte all’evasione fiscale, questo formato non sarà riproposto con la terza serie dell’euro, che vedrà la luce non prima del 2024, come ammesso dalla stessa presidente della Banca Centrale Europea Christine Lagarde, ed è piuttosto probabile che anche la banconota da 200 euro potrebbe essere stampata in tirature inferiori rispetto al passato.

In ogni caso tutte le banconote della prima e della seconda serie continueranno ad avere valore legale per sempre, come confermato dalla stessa UE, salvo nuove disposizioni future.