“I tuoi prelievi saranno bloccati!”: attenzione, la novità sorprende tutti

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La diffusione della moneta elettronica ha avuto inizio a partire dagli anni 80, con l’iniziale diffusione del Bancomat, tipologia di servizi telematici di pagamento associati inizialmente solo ai detentori di conto corrente, circuito associato alle tessere di pagamento utilizzabili anche per il prelievo di contante attraverso i primi sportelli ATM. Il Bancomat inteso come sistema è stato così importante che è entrato a far parte della normale terminologia, al punto che “fare un Bancomat” ha acquisito il significato generico relativo a qualsiasi operazione di prelievo con tessera magnetica.

Pagamenti elettronici in evoluzione

I pagamenti elettronici, indispensabili per quasi tutte le operazioni telematiche (come i pagamenti online), hanno trovato una nuova, importante diffusione, nell’ultima decade anche grazie alla diffusione delle carte prepagate. Con la progressiva dismissione delle filiali bancarie e sportelli bancomat adibiti, meno indispensabili rispetto al passato grazie alla diffusione dell’home banking, anche la politica “no al contante” si fa sempre più insistente: il denaro liquido infatti viene “limitato” nella sua diffusione in maniera sempre più costante, sopratutto per una questione relativa alla scarsa tracciabilità delle transazioni.

“I tuoi prelievi saranno bloccati!”: attenzione, la novità sorprende tutti

Dal 1° gennaio 2022 è stato ridotto l’importo massimo in fase di pagamento o transizione economica con il contante da 1999,99 euro a 999,99 euro, ed anche il limite di prelievo di contante di molte banche in fatto di prelievo è stato ridotto o comunque reso più stringente: la linea dell’esecutivo è chiara, e prevede maggiori controlli su prelievi troppo frequenti in un lasso di tempo limitato.

Ogni istituto di credito ha un preciso limite giornaliero (che solitamente si aggira sui 500 euro) e mensile (che di norma non è inferiore a 10.000 euro) ma come detto transazioni sospette, che potrebbero essere interpretate dall’Agenzia delle Entrate come incentivi per il lavoro nero, e questo potrebbe portare al blocco momentaneo o permanente della possibilità di prelevare del denaro liquido.

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