Quanto valgono le vecchie Lire con il pesce? Pazzesco, ecco la risposta

Moneta-5-lire-pesce

Le vecchie lire italiane mantengono un fascino immutato anche a distanza di 20 anni dalla loro dismissione come valuta ufficiale, anzi è proprio il loro essere non più utilizzabili a renderle “vintage” e quindi degne di attenzione anche per i non collezionisti. A partire dal 1° gennaio 2002 fino al 28 febbraio dello stesso anno euro e lira hanno “convissuto” per permettere agli italiani di adattarsi alla nuova valuta, processo che ha visto l’addio della lira a partire dal 1° marzo successivo.

Valuta di moda

A partire da quel giorno la lira è divenuta di fatto valuta fuori corso, ufficialmente senza alcun valore nominale, ed oggi a distanza di due decadi il valore collezionistico di queste emissioni è aumentato, nella maggior parte dei casi. I più giovani sopratutto hanno “riscoperto” valute come la lira, divenuta molto interessante anche nelle emissioni un tempo più diffuse.

Un esempio concreto è dato dalla moneta con il pesce, nome impropriamente affibbiato alla 5 lire coniata dal 1951 al 2001 che presenta un delfino su uno dei due lati (che in realtà è un mammifero), sicuramente l’emissione di questo valore che ha trovato maggiore diffusione nel corso del secolo scorso.

Quanto valgono le vecchie Lire con il pesce? Pazzesco, ecco la risposta

La 5 lire delfino rappresenta l’ultima emissione di questo tipo della storia italiana. Realizzata in Italma, una lega basata sull’alluminio, è riconoscibile per il vistoso delfino ed un altrettanto evidente “5” su uno dei lati, mentre l’altro lato è contraddistinto da un timone, contornato dalla scritta REPVBBLICA ITALIANA.

Si tratta di una delle emissioni più diffuse e comuni ma alcuni esemplari sono molto interessanti: le monete del 1956 coniate dalla zecca furono solo 400 mila, e questo dettaglio ha contribuito a renderle molto rare, al punto che un esemplare in perfette condizioni vale diverse migliaia di euro, fino a 3.500 euro per una moneta in Fior di Conio.

5-lire delfino moneta

Le monete del 1969 con il primo “1” rovesciato e quelle del 1989 con il timone al contrario sono errori di conio che fanno valere queste monete rispettivamente fino a 90 e 30 euro.