Oro, adesso è crisi: ecco il prezzo dove può arrivare

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A lungo considerato il “re” dei metalli, l’oro mantiene uno status piuttosto importante anche al di fuori del contesto economico, e resta uno dei migliori strumenti di investimento senza se se senza ma. Da millenni considerato non solo prezioso e raro, ma quasi “sacro”, in quanto spesso associato a divinità, con una certa frequenza il composto aureo è stato considerato una sorta di concezione divina.

Metallo prezioso

L’oro è stato molto probabilmente il primo metallo “scoperto” dall’uomo, che ne ha quasi immediatamente apprezzato le innumerevoli doti di duttilità, inossidabilità e resistenza agli agenti atmosferici, oltre che di una lucentezza unica, e sopratutto per quest’ultimo motivo è stato sempre associato alla ricchezza ed al benessere. Rispetto a rame e ferro, l’oro è stato da subito utilizzato per la creazione di monili, gioielli e sopratutto di monete.

Oro, adesso è crisi: ecco il prezzo dove può arrivare

Le civilità più antiche hanno utilizzato l’oro sotto qualsiasi forma come “base” per i sistemi economici, metodologia che è ancora attuale, dato che i mercati sono ancora fortemente influenzati dalla richiesta e dell’offerta del biondo metallo. La legge del mercato infatti evidenzia una tendenza al rialzo sopratutto nei periodi di maggiore sfiducia economica, ma anche quando un determinato contesto sociale invita a nuovi investimenti.

Anche nel contesto odierno, oramai dominato dai pagamenti elettronici, l’oro mantiene un valore tangibile difficilmente equiparabile, nonostante non sia più raro come un tempo: la recente ed attuale crisi sul fronte russo-ucraino ha fatto alzare la richiesta e quindi il valore dell’oro che si è avvicinato a quello di 2000 dollari americani per oncia, nello specifico 1.915 dollari l’oncia, pari a circa 54,32 euro per grammo. Con l’approssimarsi di un conflitto, l’oro, come il petrolio ed il gas naturale tendono a rialzarsi, e l’oro potrebbe effettivamente percepire un nuovo rialzo proprio nelle prossime settimane, superando anche di diversi punti la valutazione attuale, fino a raggiungere i 2400 dollari l’oncia.