Come si legge la busta paga? Ecco i dati da non sottovalutare

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Pochi documenti sono attesi ed ambiti come la busta paga, ossia l’attestazione legale di qualsiasi forma di pagamento inerente ad una prestazione lavorativa, appannaggio dei lavoratori dipendenti.

La busta paga certifica una quantità di informazioni inerenti sia all’importo, che alle detrazioni fiscali ed il calcolo dei contributi previdenziali, oltre ad una serie di dettagli chiarificatori. Il tutto può apparire come una serie complessa di lettere, single e numeri che possono effettivamente confondere il lavoratore. Il concetto di cedolino paga è nato nel dopoguerra, ed è mutato gradualmente fino al modello odierno. Anche se oggi sempre più dipendenti ricevono e consultano varianti telematiche come cedolino elettronico e il cedolino NoiPa, la forumla tradizionale è ancora la più utilizzata. Ma come si legge la busta paga?

Come si legge la busta paga? Ecco i dati da non sottovalutare

La busta paga è composta essenzialmente da tre parti: l’intestazione, che contiene:

  • il mese di retribuzione
  • i dati anagrafici  (cognome e nome, posizione INAIL e INPS, numero di matricola aziendale, data di assunzione ed eventuale data di fine rapporto, tipo di CCNL, qualifica mansione, livello)
  • dati dell’azienda (sotto forma di numero di posizione INAIL e numero di posizione INPS)

In questa parte è presente anche la paga base, calcolata in base al contratto, alla qualifica del lavoratore e agli scatti di anzianità, l’elemento distinto della retribuizione (E.D.R), una somma mensile fissa di € 10,33 per tredici mensilità. Presente anche la contingenza, una forma di indennità che tuttavia non viene aggiornata dal 2001.

La seconda è spesso considerata la parte più interessante, elencando di fatto la retribuizione tenendo conto di:

  • ore ordinarie;
  • premi;
  • ore straordinari;
  • indennità, in sostanza, la retribuzione indiretta, oltre ai giorni di ferie goduti, i permessi, le festività, la malattia, l’infortunio, la maternità ma anche, in determinati periodi, la vtredicesima o quattordicesima mensilità, anticipi sul TFR e premi di produttività.

La terza parte è quella spesso più complessa da decifrare ed elenca:

  • dati previdenziali: sono collocati nella colonna delle ritenute e comprendono l’imponibile previdenziale e il totale contributi.
  • dati fiscali: comprendono l’imponibile fiscale, l’imposta lorda IRPEF, l’imposta netta IRPEF, le detrazioni d’imposta, totale trattenute IRPEF, addizionali IRPEF.
  • TFR (Trattamento di Fine Rapporto): include il TFR lordo annuo che è pari alla somma di tutte le mensilità lorde maturate diviso 13,5 e l’imponibile TFR che è pari alla somma di tutte le quote maturate anno per anno.
  • stipendio netto: la somma effettiva percepibile ed utilizzabile dal lavoratore.

Sulle ritenute IRPEF incide il recente, nuovo ricalcolo, di cui abbiamo già discusso.