Busta paga, le novità per Marzo non finiscono: ecco cosa succede

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Il mese di marzo per lo stato italiano rappresenta sempre un “punto di svolta importante”, dato che molti provvedimenti, agevolazioni e qualsiasi forma di cambiamenti sono spesso applicati proprio a partire da questo mese.

Scatta ad esempio il sistema delle perequazioni sulle pensioni, il ricalcolo annuale che porta incrementi più o meno lievi, ma i cambiamenti principali riguardano la Busta Paga.

Busta paga, le novità per Marzo non finiscono: ecco cosa succede

A partire da marzo 2022 infatti vengono pagate le prime misure dell’Assegno Unico universale, una misura sviluppata dall’esecutivo corrente che “accorpa” tutte le misure precedenti di supporto economico inerenti ai figli. Essendo erogata dall’INPS, rispetto a tutte le forme di bonus precedenti (come il Bonus Mamma domani, bonus bebè e simili) questi risulteranno mancanti a partire dalla busta paga di marzo, dato che l’Assegno Unico universale viene erogato direttamente sul conto corrente.

Modifiche in busta paga anche causata dal ricalcolo dell’IRPEF, ossia la forma più comune di tassazione sui reddito che comporterà lievi incrementi per specifiche fasce di reddito. Questa viene applicata sulle buste paga dei lavoratori, ma anche i cedolini pensione dei cittadini.

Modificati gli scaglioni per specifiche fasce di reddito:

  •  1° scaglione (redditi fino a 15mila euro): aliquota IRPEF 23%;
  •  2° scaglione (redditi 15-28mila euro): aliquota IRPEF 25% (rispetto al 27%)
  •  3° scaglione (redditi 28-50mila euro): aliquota IRPEF 35% (rispetto al 38%)
  •  4° scaglione (oltre 50mila euro): aliquota IRPEF 43%.

In buona sostanza chi guadagna 40 mila euro potrà trovarsi fino a quasi 1000 euro in più all’anno, fino a 28mila euro il risparmio sarà di 260 euro, mentre non ci sono tagli di imposte Irpef per chi guadagna fino a 15mila euro all’anno.

Confermato seppur modificato il Bonus 100 euro, chiamato anche Bonus Renzi, fino al 2021 percepibile per le buste paga dei dipendenti con reddito pari o inferiore a 28.000 euro.

Anche per il 2022 il bonus è riconosciuto ma solo il reddito non è superiore a 15mila euro. Con reddito tra 15 e 28mila, però, se ne ha comunque diritto nel caso in cui la somma delle altre detrazioni risulti superiore all’imposta lorda.