Allerta su tutte le buste paga: ecco cosa sta per cambiare!

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La busta paga non è semplicemente il documento che certifica una prestazione lavorativa, ma elenca anche tutte le informazioni come compensi percepiti, le ritenute fiscali e i contributi previdenziali versati, solo per fare qualche esempio. Con la digitalizzazione sempre più spesso la busta paga non ha più una “forma fisica”, visto che viene erogata tramite smartphone o computer, ma non si tratta dell’unico cambiamento, visto che ogni anno le modifiche presenti sull’ultima legge di bilancio tendono a modificarne anche il contenuto.

Allerta su tutte le buste paga: ecco cosa sta per cambiare!

L’ultima riforma fiscale ha infatti modificato alcune rielabolazioni, in alcuni casi inerenti ad ogni tipologia di lavoratore. Essendo stata “ufficializzata” negli ultimi giorni del 2021, gran parte di queste modifiche non sono ancora presenti sulle buste paga dei primi mesi del 2022, ma lo saranno a partire da aprile.

Un esempio concreto è dato dall’assenza degli assegni familiari, e qualsiasi altra forma di agevolazione inerente ai figli che dal 1° gennaio 2022 è stata accorpata nell’Assegno Unico per famiglie che non è presente in busta paga ma erogato tramite bonifico sul conto corrente.

Anche le modifiche all’IRPEF, ossia l’imposta sul reddito delle persone fisiche, condizionano le buste paga im “positivo”, visto che alcune specifiche fasce di popolazione potrà trovarsi concretamente dei soldi in più sulla busta paga. Ecco i nuovi “scaglioni”, rispetto all’anno scorso.

  •  1° scaglione (redditi fino a 15mila euro): aliquota IRPEF 23%;
  •  2° scaglione (redditi 15-28mila euro): aliquota IRPEF 25% (rispetto al 27%)
  •  3° scaglione (redditi 28-50mila euro): aliquota IRPEF 35% (rispetto al 38%)
  •  4° scaglione (oltre 50mila euro): aliquota IRPEF 43%.

Mentre nel 2021 gli scaglioni prevedevano questo tipo di tassazione IRPEF:

  • fino a 15.000 euro, 23%;
  • oltre 15.000 euro e fino a 28.000 euro, 27%;
  • oltre 28.000 euro e fino a 55.000 euro, 38%;
  • oltre 50.000 euro e fino a 75.000 euro, 41%;
  • oltre 75.000 euro, 43%.

Evidente la minore “stretta fiscale” per il 2° e 3° scaglione, con uno “sconto medio” pari a 264 euro annuo.