Se trovi la banconota di questo particolare colore sei ricco: FOTO

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La storia della carta moneta non è così antica e “profonda” come quella delle monete, avendo trovato una prima e costante diffusione sopratutto a partire dalla seconda metà del 19° secolo, periodo storico associabile alla seconda rivoluzione industriale. Le motivazioni sono associabili allo sviluppo tecnologico che ha permesso solo in epoche relativamente recenti un’adeguata protezione contro la contraffazione unita ad un generale arricchimento dei ceti medio-alti della società.

Le prime tipologie di banconote, sviluppate nella Cina medievale hanno avuto limitata diffusione a causa di un mancato “riconoscimento” come valore al di fuori dei confini del paese di emissione, mentre altre forme di “biglietti di banca”, molto diversi dalle emissioni moderne, hanno avuto funzione di “garanzia” di futuro pagamento alla banca. Solo molto dopo i biglietti di banca hanno trovato una vera diffusione che ha trovato il suo apice dall’inizio del 20° secolo.

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Come per le monete, anche per le banconote piccole variazioni in un numero limitato rendono gli esemplari più rari di altri. Un esempio è dato dalla 1000 lire con Giuseppe Verdi, nello specifco una serie di pezzi del 1969, riconoscibile per la carta utilizzata più scura e tendente all’ora rispetto a quelle create successivamente.

In quell’anno infatti ha ufficialmente debuttato la seconda serie della banconota con Giuseppe Verdi, formato che è stato stampato fino al 1981. Svariati milioni di esemplari di queste banconote hanno iniziato trovato diffusione tra la popolazione italiana e sebbene non rarissime, oggi sono pezzi più che discretamente ricercati da parte degli appassionati di numismatica. Gli esemplari color hanno un seriale compreso tra UA a VB, seguendo un ordine alfabetico

Un esemplare in buono stato vale oltre 40 euro, ma se ci troviamo di fronte ad una banconota Verdi color ocra la valutazione può tranquillamente raddoppiare.