“Non pagare più il Canone Rai!”: pazzesco, ecco il perchè

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Nonostante il termine inappropriato di canone Rai, la tassa televisiva in Italia è per l’appunto una vera e propria imposta e come tale viene concretamente formalizzata attraverso lo Stato. Banalmente si tratta della principale forma di “resa economica” del servizio pubblico televisivo nazionale, che viene per l’appunto foraggiato sopratutto da questa forma di imposta, mai del tutto gradita da parte della popolazione.

Le motivazioni di questa “resistenza” sono varie, le prime ovviamente imputabili al concetto stesso di tassa applicata alla televisione (nello specifico, il Canone Rai viene “calcolato” semplicemente prendendo in considerazione il possesso di uno o più apparecchi televisivi, in base ad una normativa che è nata nella prima parte del 20° secolo e mai del tutto rivoluzionata.

Tassa indigesta

Fino a un decennio fa era solo una piccolissima parte della popolazione a pagare con regolarità la “tassa televisiva”, pari a poco più di 110 euro all’anno, attraverso un bollettino. Dal 2016, dopo le modifiche del governo Renzi, il Canone Rai è entrato a far parte della fornitura dell’energia elettrica, così da rendere più “automatico” il pagamento. Di contro l’importo è stato ridotto a 90 euro annui, divisi in 10 rate da 9 euro al mese.

Molto probabilmente nel 2023, secondo direttive europee, il canone Rai ritornerà ad essere “scorporato” dalla fattura dell’energia elettrica.

“Non pagare più il Canone Rai!”: pazzesco, ecco il perchè

Esistono vari modi per evitare di pagare il Canone Rai, principalmente due: il primo consiste nel dimostrare di non essere in possesso di un apparecchio radiotelevisivo

  • Anziani Over 75 titolari di reddito non superiore a 8.000 euro che non convivono con altre persone al di fuori del coniuge.
  • Chi possede un reddito annuo (considerando anche quello del coniuge o del soggetto unito civilmente) non superiore a 8 mila euro.
  • Militari delle Forze Armate Italiane: ospedali militari, Case del soldato e Sale convegno dei militari delle Forze armate, anche se un membro delle Forze Armate si trova in un appartamento privato situato all’interno di una struttura militare non è esonerato dal pagamento del canone;
  • Militari di cittadinanza straniera appartenenti alle Forze Nato;
  • I proprietari di imbarcazioni da diporto con a bordo il televisore, ma non coinvolte in attività commerciali;
  • I titolari di un’utenza elettrica non residente, tipica di case in affitto o seconde case.
  • Agenti diplomatici e consolari: solo per quei Paesi per cui è previsto lo stesso trattamento per i diplomatici italiani;
  • Rivenditori e negozi adibiti alla riparazione degli apparecchi audiovisivi.

Attraverso la pagina dell’Agenzia delle Entrate, è possibile trovare l’intera documentazione relativa, che è possibile inoltrare attraverso un Caf/Patronato oppure tramite posta tradizionale all’indirizzo Agenzia delle entrate – Direzione Provinciale I di Torino – Ufficio Canone TV – Casella postale 22 – 10121 Torino.