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“Canone Rai in aumento”: Pazzesco, ecco la verità

Chiamato impropriamente Canone Rai, la tassa televisiva in Italia risulta essere fonte di discussioni tipiche, qualcuno le definirebbe da italiano medio. In realtà questo ostracismo ha una vera e propria “base”, visto che fino a due decadi fa l’imposta era effettivamente considerata facoltativa.

Banalmente, serve per “alimentare” dal punto di vista economico il servizio pubblico nazionale, comunque considerato sottofinanziato da più parti. Si perchè seppur in aumento rispetto ad alcuni anni fa, la tassa televisiva risulta pagata regolarmente solo da una parte della popolazione che, legge alla mano, dovrebbe.

 

E’ un’imposta basata sul possesso e non sull’utilizzo degli apparecchi televisivi. Ciò significa che, virtualmente anche se non si usa l’apparecchio, lo Stato è tenuto a richiedere questa forma di imposta, pari da diversi anni a 90 euro annui, dilazionati in 10 rate da 9 euro al mese, accorpati alla fattura dell’energia elettrica. Prima del 2016 infatti risultava necessario pagare in maniera “volontaria”, attraverso un bollettino, ma come facilmente intuibile, ciò causava un’evasione della tassa in questione, con ammanchi piuttosto importanti.

“Canone Rai in aumento”: Pazzesco, ecco la verità

La notizia del Canone Rai in aumento non è stata ufficializzata, ma appare come una prospettiva piuttosto concreta: l’ad Rai Fuentes ha infatti recentemente chiesto importi maggiori perchè i 90 euro annui per utenza, anche perchè tassati dallo stato, non sono sufficienti per garantire entrate sufficienti per il servizio pubblico televisivo. E’ altresì probabile che a partire dal prossimo anno il canone torni inoltre “separato” dalla fattura energetica ma ciò avvalora l’ipotesi aumento: prima del 2016 infatti l’importo totale era pari a 113 euro.

Non è ancora chiaro di quanto potrebbe essere l’aumento: in alcuni paesi come la Spagna non si paga, ma è finanziato con le tasse e con contributi degli operatori privati ma in quasi tutti gli altri paesi esiste e nella maggior parte dei casi presenta un’importo più alto come i 139 euro della Francia.