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Canone Rai: maxi multa a chi non paga. Attenzione

Le tasse non piacciono a nessuno, ma rappresentano una delle forme più indispensabili per garantire una distribuzione del potere economico in modo più o meno equo in un contesto sociale. Anche imposte non così elevate possono causare un’ostracismo diffuso come il Canone Rai, che a differenza della nomenclatura, non è un canone.

Tassa indigesta

Da circa 20 anni infatti il Canone Rai è divenuta una vera e propria imposta obbligatoria per chiunque detenga un apparecchio televisivo, indifferentemente dall’utilizzo più o meno costante. Dal 2016 la tassa televisiva è stata inglobata nella fattura dell’energia elettrica proprio per limitare il mancato pagamento di questa tassa. Ad oggi comunque meno della metà delle persone he detengono una tv paga il canone, che all’anno costa 90 euro, dilazionati in 10 rate da 9 euro al mese.

Il pagamento del Canone Rai è considerato a tutti gli effetti una forma di evasione anche se alcune specifiche categorie di cittadini sono esortati dal pagamento come:

  • Anziani Over 75 titolari di reddito non superiore a 8.000 euro;
  • Militari delle Forze Armate Italiane: ospedali militari, Case del soldato e Sale convegno dei militari delle Forze armate. Inoltre se un membro delle Forze Armate si trova in un appartamento privato situato all’interno di una struttura militare non è esonerato dal pagamento del canone;
  • Militari di cittadinanza straniera appartenenti alle Forze Nato;
  • Agenti diplomatici e consolari: solo per quei Paesi per cui è previsto lo stesso trattamento per i diplomatici italiani;
  • Rivenditori e negozi in cui vengono riparate TV.

Anche chi non detiene un apparecchio televisivo può fare richiesta di esonero, attraverso un apposito modulo presente sul sito ufficiale dell’Agenzia delle Entrate.

Canone Rai: maxi multa a chi non paga. Attenzione

Chi dichiara il falso a proposito del mancato possedimento di una televisione incorre nel reato di falso ideologico, reato che può portare fino ai 2 anni di reclusione.

Chi non paga il canone subisce una sanzione amministrativa che può essere fino a sei volte superiore all’importo della tassa, quindi da 180 a 540 euro, al quale va aggiunto l’importo del mancato pagamento del canone.

Qualora non si verificasse il mancato pagamento a titolo continuato scatta la riscossione coattiva mediante l’Agente della riscossione attraverso l’invio che invierà la cartella di pagamento, con conseguente possibile pignoramento.

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