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Meno soldi in busta paga ad aprile: ecco chi avrà brutte sorprese

Agognata ma anche “temuta” perchè sostanzialmente non risulta mai troppo cospicua, la busta paga è un documento assolutamente indispensabile per il lavoratore quanto per il datore di lavoro e l’intero sistema previdenziale italiano.

Concettualmente è il documento ufficiale che testimonia una prestazione lavorativa, evidenziando lo stipendio, ma non solo: la busta paga include tutte le informazioni del lavoratore, del posto di lavoro con esenzioni, ore di lavoro, periodo di riferimento, gli elementi fissi della retribuzione, la parte variabile, trattenute fiscali e quelle previdenziali.

Meno soldi in busta paga ad aprile: ecco chi avrà brutte sorprese

Questi parametri sono ovviamente molto diversi a second della categoria di figura professionale, ma sono anche influenzate da modifiche da parte dell’esecutivo di turno, come ad esempio da ogni legge di bilancio, il documento sviluppato dal governo alla fine di ogni anno che ha funzione di la quale viene approvato il bilancio dello Stato.

Bonus come quello integrativo da 1200 euro annui per i lavoratori sotto una certa soglia di ISEE (ossia il cosidetto Bonus 100 euro o Bonus Renzi) e le forme di supporto economico per i nuclei familiari con figli potrebbero non essere presenti in molte buste paga.

Partendo dall’ultimo, l’Assegno Unico per famiglie ha ufficialmente preso il posto del premio alla nascita (Bonus mamma domani), l’Assegno di natalità (Bonus bebè), gli ANF e le detrazioni per i figli a carico al di sotto dei 21 anni. Verrà abrogato anche il Bonus tre figli, mentre rimarranno in vigore la maternità comunale di 1.700 euro e il Bonus nido. L’Assegno Unico per figli rispetto a queste forme di sostentamento della quale prende il posto, non viene erogato in busta paga ma attraverso un bonifico.

Scompare, almeno per molti, anche l’equivalente del Bonus 100 euro è stato modificato: attraverso l’ultima legge di bilancio 2022 questa ha ridotto da 28.000 euro a 15.000 euro la soglia di reddito complessivo per ottenere il sopracitato bonus.

Nel dettaglio resta valida per chi guadagna fino a 15mila l’importo è di 1880 euro. Chi percepisce tra i 15mila e i 28mila c’è una componente fissa di 1910 euro per tutti, più una componente variabile decrescente di 1190 euro che si azzera al raggiungimento dei 28mila euro; per chi appartiene alla fascia tra 28mila e 50mila la detrazione risulta variabile.

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