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Contanti, ecco quando scatta la segnalazione: attenzione

La cosiddetta “lotta al contante” sembra essere “iniziata” relativamente pochi anni fa ma in realtà si protrae da almeno un decennio: la necessità di convertire sempre più pezzi dell’economia al denaro elettronico non è più un’opzione quanto una concreta e reale necessità. I vari bonifici, bancomat, carte di ogni tipo infatti risultano essere strumenti maggiormente compatibili e sicuri rispetto al denaro liquido.

Quest’ultimo, seppur molto utilizzato, sopratutto dalla popolazione meno giovane, gradualmente sta venendo limitato sempre di più, se non nell’utilizzo “tradizionale”, sicuramente per quanto riguarda gli importi elevati. Ed è esattamente in questi contesti che lo stato “vigila” con particolare attenzione, essendo il denaro contante il veicolo perfetto per le transazioni irregolari, essendo molto più difficilmente tracciabile.

Contanti, ecco quando scatta la segnalazione: attenzione

Per ridurre il rischio di evasione fiscale e favoreggiamento del lavoro nero il limite di utilizzo dei contanti è stato progressivamente ridotto fino a raggiungere la soglia dei 2000 euro del 2021. All’inizio del nuovo anno era prevista una nuova riduzione, che avrebbe dimezzato a 1000 euro il limite di utilizzo del denaro liquido, ma attraverso il decreto Milleproroghe questo limite è stato posticipato al 2023.

Ciò significa che qualsiasi operazione legata al denaro superiore ai 2000 euro deve essere necessariamente effettuato attraverso un pagamento tracciabile.

Le segnalazioni scattano quando gli istituti di credito o altri elementi notano lo “sforamento” di questo limite, che può essere anche rappresentato da versamenti di contanti oltre i 2000 euro.  Il linea di massima l’ Unità di informazione finanziaria (UIF), ossia quella adibita al vaglio di operazioni legate illecite non viene messa in allerta per operazioni con il contante superiori al tetto di 10 mila euro al mese, indifferentemente dal numero di operazioni singole.

Le segnalazioni sviluppano opportune verifiche che possono portare a richieste di “chiarimento” da parte del cittadino, ed eventualmente ad una sanzione pecuniaria.

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