Canone Rai, novità assurda per tutti: ecco quanto pagherai

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Da oramai svariati anni la popolazione italiana, quasi totalmente munita di apparecchi televisivi, ha manifestato una certa idiosincrasia nei confronti della tassa televisiva, ancora oggi comunemente soprannominata Canone Rai. Le motivazioni sono relative sia all’importo ma anche ad una questione “di principio”, visto che per molti è ancora ingiusto pagare una vera e propria imposta sul possesso degli apparecchi televisivi.

La tassa televisiva infatti non “tiene conto” del consumo ma è basata proprio sul possesso di apparecchi in grado di convertire in immagini e suoni i segnali dell’antenna.

Canone Rai, novità assurda per tutti: ecco quanto pagherai

Infatti da circa un paio di decadi il Canone Rai è in realtà tale, ossia un’imposta obbligatoria e non più “su base volontaria” sviluppata per foraggiare il servizio televisivo nazionale, tassa che viene a sua volta tassata dallo stato. Attualmente la tassa televisiva “costa” ad ogni gruppo familiare 90 euro l’anno, dilazionati in 10 rate da 9 euro l’una: queste sono associate dal 2016 alla fatturazione relativa alla fornitura elettrica, dietro decisione dell’allora primo ministro Matteo Renzi.

Da qualche anno sopratutto attraverso il web, ha iniziato a circolare la voce di una possibile dismissione del Canone, rumor quantomeno infondato dalla struttura stessa di imposta, che mediamente frutta allo stato entrate superiori al miliardo e mezzo di euro.

L’importo è comunque non sufficiente per finanziare il servizio pubblico, inoltre da pochi giorni il governo ha confermato l’intenzione di separare nuovamente la tassa televisiva dalla bolletta telefonica come un tempo, per allinearsi alle tasse analoghe del resto d’Europa. Ciò comporterà un ritorno al pagamento unico, quindi è molto probabile un nuovo aumento. Prima del 2016 il Canone Rai “costava” 113 euro e come ricordato anche dai dirigenti Rai, la pressione dello stato è importante, rendendo l’intero esercizio pubblico sostanzialmente sottofinanziato.

Gli aumenti non sono stati ufficializzati ma sicuramente nel giro di qualche mese saranno resi noti nuovi dettagli in merito a possibili aumenti, che “scatteranno” a partire dal 2023.

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