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Canone Rai, cosa cambierà a Maggio? Ecco la verità: “pazzesco”

Pochissime “imposizioni” dello stato sono così malviste come il Canone Rai, anche se indubbiamente non si tratta di una delle più “punitive” in senso assoluto. Si tratta infatti della “tassa sul possesso della televisione”, che risulta essere stata sviluppata in un contesto di molto antecedente alla diffusione degli apparecchi televisivi.

Il motivo di tanto astio è sopratutto concettuale e poi pratico: per molti risulta ancora ingiusto pagare quella che da oramai molti anni è una vera e propria imposta, sopratutto se basata sul possesso di un televisore e non sul suo utilizzo. Nella fattispecie, il Canone Rai viene calcolato sul possesso di un apparecchio televisivo in grado di “decodificare” il segnale proveniente da un’antenna, quindi almeno per ora non rientrano nell’imposta altre forme di erogazione del segnale. Nel giro di pochi mesi il Canone Rai andrà incontro ad un nuovo cambiamento: quale?

Cosa cambierà a Maggio? Ecco la verità: “pazzesco”

Dal 2016 il Canone Rai risulta essere accorpato alla fornitura dell’energia elettrica, mossa decisa dal governo Renzi che ha sicuramente aumentato il numero delle entrate, indispensabili per “foraggiare” il servizio pubblico nazionale. Il Canone risulta infatti meno “pesante” per la popolazione in quanto rateizzato, ma la decisione di “unirla” alla fattura dell’energia non è il linea con le l’equivalente della tassa televisiva degli altri paesi europei. Dopo numerosi rumors, è stato di fatto ufficializzato il ritorno del canone in maniera “scorporata” alla bolletta della luce, da parte di diversi esponenti del governo Draghi, sancendo quindi “un ritorno al passato”, proprio per allinearsi alla linea dell’UE, che considera “improprio” associare l’imposta televisiva alla fornitura energetica.

A partire da maggio saranno rese note le principali novità in tal senso: eventuali aumenti di prezzo e ancora più probabili le nuove “sanzioni” se si deciderà di non pagare la tassa televisiva. Le novità comunque non saranno attive fino al 2023.

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