Canone Rai, cosa succede se non pago? Ecco la risposta

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Anche se può “sembrare strano” per alcuni, il Canone Rai, ossia il nome comune associato alla tassa televisiva non è un appannaggio solo italiano, in quanto in gran parte d’Europa esiste qualcosa di molto simile. Tuttavia l’idea di pagare per vedere la TV rappresenta un ostacolo concettuale e in molti casi culturali ancora difficile da superare per molti cittadini italianai. Ancora oggi oltre la metà non paga regolarmente il Canone Rai, pur essendo inglobato alla fatturazione elettronica. Ma cosa si rischia se non si paga?

Tassa televisiva, perchè?

E’ bene chiarire che a dispetto del nome, il Canone Rai è una tassa, regolarmente erogata e gestita anche dallo stato, che utilizza questa forma di imposta per finanziare il servizio pubblico ma anche per garantirsi un ritorno economico: la stima è di circa 1,6 miliardi di euro all’anno “accumulati” dallo Stato, che a sua volta “tassa” l’importo destinato al servizio pubblico. Nel 2016 il governo Renzi per ovviare a questa fitta “evasione fiscale” ha deciso per l’appunto di accorpare la tassa televisiva all’importo alla bolletta della luce.

Tuttavia a partire dal 2023 l’importo ritornerà ad essere “scorporato” da quest’ultima e prevedibilmente ritornerà separato.

Canone Rai, cosa succede se non pago? Ecco la risposta

Esistono diverse esenzioni per non pagare il Canone Rai, ad esempio i 75 anni con un reddito annuo pari o inferiore a 8.000 euro e chi non è munito di un televisore (anche se bisogna presentare una certificazione e una richiesta di esenzione). Trattandosi di una tassa, chi non lo paga incorre in vari problemi: è prevista una multa dall’importo variabile che può essere pari a 6 volte l’importo annuo del Canone Rai (che è di 90 euro) quindi da 180 a 540 euro oltre all’importo del Canone Rai non pagato. Se ciò non avviene per diverso tempo, viene sviluppato un fascicolo da parte dell’Agenzia delle  Entrate e l’importo verrebbe iscritto a ruolo e si attiverebbe la procedura di riscossione coattiva, con conseguente pignoramento.

Se si dichiara il falso, attestando di non possedere un televisione quando ciò non è vero, si rischia il reato penale, che può portare alla reclusione fino a 2 anni.

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