Attenzione se trovate questi errori in busta paga: ecco perché

La Busta paga rappresenta molto di un documento che attesta un’avvenuta prestazione lavorativa: si tratta di qualcosa che in un certo senso simboleggia il lavoro in quanto tale. Ufficialmente viene sviluppata dal datore di lavoro per i propri dipendenti e viene associato al calcolo della mensilità, ma è anche comprensivo di tante altre informazioni, relative al lavoratore in quanto tale, alla sua posizione professionale, al suo calcolo fiscale e contributivo ma anche in relazione a ferie, permessi e quant’altro.

Non è quindi qualcosa di “unico”, e sviluppato in automatico per tutti ed essendo tale il datore di lavoro può effettivamente sbagliare ad effettuare alcuni calcoli. Ecco gli errori in busta paga più comuni e cosa bisogna fare se vengono riscontrati

Attenzione se trovate questi errori in busta paga: ecco perché

E’ bene ricordare che il datore di lavoro può subire sanzioni amministrative anche piuttosto pesanti se volontariamente omette per benefici illeciti, alcune voci in busta paga, ad esempio in merito al numero di ore che non è conforme a quelle relative. Anche se in questo caso può essere difficile dimostrare la volontarietà dell’errore, in tanti altri casi possono verificarsi anche in maniera inconsapevole. In particolare conviene “buttare un occhio” alla parte centrale della nostra busta paga, dove sono disposte tutte le informazioni relative a ore di lavoro effettive, straordinari, ma anche ferie e permessi oltre che i riposi settimanali in quello che viene definito normalmente il “calendario presenze”, che non è sempre presente in busta paga. Se questo risulta assente con regolarità è essenziale perlo notare presso il datore di lavoro.

Un’altra voce che spesso viene riportata in maniera errata è quella relativa agli scatti di anzianità, come stabilito dal Ccnl di appartenenza del dipendente. Si tratta di  una somma fissa alla retribuzione di base legata ad una maggiore anzianità che progressivamente aumenta con il tempo trascorso in azienda. Frequente anche il mancato aumento della paga minima, sopratutto quando si fa uno “scatto” di carriera. In tutti i casi è sempre consigliabile rivolgersi al datore di lavoro oppure ad un rappresentante del proprio sindacato.

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