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Che succede a chi mangia la mortadella con la glicemia alta? Ecco la risposta!

L’Italia è indubbiamente una delle nazioni più famose e legate alla cultura culinaria che costituisce molto di più del comune “cibo” ma che definisce in molti casi la vera cultura, nazionale ma anche regionale, in quanto numerosissimi cibi estremamente  conosciuti anche all’estero provengono da realtà “popolari” e dalla grande tradizione. Poche nazioni possono vantare ad esempio una diversità e differenziazione del contesto dei salumi come l’Italia e una delle varianti più conosciute è costituita dalla mortadella. Come buona parte dei salumi però non risulta essere consigliabile per il consumo per chi tende a soffrire di glicemia alta.

Che succede a chi mangia la mortadella con la glicemia alta? Ecco la risposta!

Forme di insaccato di forma cilindrica erano già sviluppate dagli antichi romani durante l’epoca imperiale ma quella che oggi chiamiamo mortadella acquisisce una forma definita solo a partire dal 17° secolo, in maniera definitiva attraverso la Dichiarazione del Bando delle Mortadelle, Bologna, scritta nel 1661 dove vengono indicate le effettive quantità di ingredienti, e da allora la produzione pur essendo cambiata molto con l’industrializzazione è sostanzialmente rimasta molto simile.

La mortadella è un salume cotto, e nell’accezione generica è un prodotto relativamente meno pregiato rispetto ad esempio al prosciutto. La mortadella comunque nativamente ha un indice glicemico molto basso se non addirittura nullo, quindi in quantità moderate, all’interno di una dieta piuttosto variegata ed equilibrata non costutuisce un peccato di gola così grave, tuttavia è bene acquistare solo prodotti di qualità come la Mortadella di Bologna IGP che può senz’altro contare su un composto meno “modificato” da additivi ed insaporitori vari.

Dal punto di vista nutrizionale la mortadella è un prodotto nutriente, essendo ricco di lipidi ma anche sali minerali come sodio, potassio, fosforo, ferro e zinco. Per chi soffre di glicemia alta è consigliabile un consumo saltuario e accompagnato da altri alimenti, in senso generale è meglio non “sforare” mai una quantità superiore agli 80 grammi.

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