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Intossicazione da mandragora, almeno 10 casi accertati: ecco gli effetti

Come abbiamo recentemente esaminato con la listeria, è il comparto alimentare quello che naturalmente è sottoposto a controlli più rigidi nell’ambito della sicurezza, in particolar modo il discorso è calzante per diverse categorie di prodotti come i vegetali. E’ il caso nello specifico anche il recente caso di intossicazione dovuta alla mandragora (o mandragola), registrata a Pozzuoli (comune adiacente a quello di Napoli) che hanno provocato diversi ricoveri ed uno di questi è finito in prognosi riservata.

Intossicazione da mandragora, almeno 10 casi accertati: ecco gli effetti

Secondo i primi accertamenti dei Carabinieri e del NAS, la verdura sarebbe stata raccolta ed unita ad altre varianti di vegetali dall’aspetto simile, principalmente spinaci, durante la raccolta in filiera. In tutto sono stati registrati circa una decina di casi di intossicazione.

Otto di questi sono stati ricoverati all’ospedale Santa Maria delle Grazie di Pozzuoli durante la notte ed altri due sono arrivati nelle ore successive. I ricoverati appartengono a due nuclei familiari distinti, rispettivamente residenti presso Monte di Procida e Pozzuoli, ma la verdura sarebbe stata venduta anche in comuni adiacenti come Quarto, fattore che ha portato al ritiro dai negozi della verdura appartenente alla medesima filiera.

La mandragora è una pianta conosciuta da secoli ed anche l’aspetto tossico non è una novità. Fa parte del folkrore locale, in quanto associata a sostanza delle “streghe”.

Il consumo dei fiori o delle foglie ha principalmente effetti allucinogeni che possono sfociare in attimi di delirio, oltre a provocare tachicardia, dolori intestinali e di tutto l’apparato digestivo, possono essere percepiti altri sintomi come visione offuscata, vertigini, costipazione e difficoltà a respirare, tra i più comuni.

Le foglie effettivamente possono essere facilmente scambiate a quelle di altre specie vegetali come gli spinaci. Le autorità hanno comunque rilevato che la verdura esaminata non appartiene a quella confezionata ma a raccolte locali.

Madragora