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Listeria, nuova vittima, ecco il cibo incriminato

L’attenzione verso le tipologie di cibo che  siamo soliti ingerire è sempre molto alta, sia per una questione puramente culturale ma che è anche figlia dell’epoca globalizzata e oramai industralizzata anche nella produzione alimentare. In particolare dopo il Covid, l’attenzione nei riguardi virus e batteri è decisamente aumentata, anche se il rischio di contaminazione è in realtà sempre presente, tendenzialmente viene tenuta sotto controllo. Idem per quanto riguarda la situazione legata alla listeria, un batterio molto conosciuto e presente in natura in cospicue quantità, che negli ultimi 2 anni ha già fatto più di qualche vittima. L’ultima registrata, in ordine di tempo, è un uomo di 75 anni di Campobasso che dopo diversi giorni di ricovero è morto a causa di infezione dovuta all’azione del batterio Listeria monocytogenes.

Listeria, nuova vittima, ecco il cibo incriminato

Come già esaminato da diverse testate giornalistiche l’uomo originario di  Bojano (Campobasso), era stato già ricoverato in Terapia intensiva al Cardarelli di Campobasso, dopo aver ingerito un alimento evidentemente contaminato dal batterio, che ne ha provocato l’intossicazione alimentare ed ha portato ad un graduale decadimento. Il cibo “incriminato” è probabilmente della ricotta, in quanto il batterio della listeria tende ad agire e sopravvivere in alimenti crudi come formaggi, latticini ma anche wurstel e pesce.

La responsabilità può essere conferita al controllo del produttore alimentare ma è importante anche la conservazione e la preparazione. La ricotta infatti, come qualsiasi altro cibo simile, può venire anche contaminata in un secondo momento, ad esempio se viene a contatto con piani di cottura non igienizzati.

Dal 2020, anno in cui è stato inserito il batterio della listeria tra gli elementi che possono portare ad un rischio alimentare, sono state registrate finora 4 vittime a fronte di 66 casi di ricoveri. La listeria tende ad essere pericolosa in particolar modo per gli anziani e per gli immunodepressi.

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