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“Non mangiare questo miele!”: attenzione, ecco quale fa malissimo

Il miele è una sostanza nutritiva, prodotta dalle api, uno dei prodotti principali del nettare o dalla melata, che viene scaturito da una lunga serie di fiori e piante.

Concepito come nutrimento per le api domestiche, è da sempre una delle forme alimentari più apprezzate ed antiche della storia umana, a lungo ha rappresentato una delle poche tipologie di alimenti dotati di potere edulcorante (dolcificante) prima dell’avvento dell’industrializzazione che ha portato lo zucchero di canna a “prenderne il posto”. Tuttavia il miele nelle ultime decadi è stato rivalutato anche nell’utilizzo comune, benchè resti più costoso. Anche se è dotato di numerose proprietà molto importanti, e non tutti “fanno bene”. Quale bisogna evitare?

“Non mangiare questo miele!”: attenzione, ecco quale fa malissimo

Non tutte le tipologie infatti sono uguali, proprio perchè esistono innumerevoli fiori dai quali le api possono produrlo, non calcolando inoltre tutto il comparto industriale che porta questo alimento ad arrivare alla comune disponibilità.

Sul mercato esistono numerose tipologie e sottogeneri di miele, come ad esempio quello millefiori, di acacia, di castagno, di noce, e così via. Tuttavia la tipologia impatta quasi esclusivamente sul sapore mentre è molto importante leggere l’etichetta e considerare il prezzo.

Dal punto di vista “legislativo” il miele in Europa ed in Italia per essere commercializzato, ed in modo particolare è sempre meglio affidarsi ad allevamenti così da scongiurare la presenza di sostanze chimiche, come ad esempio eventuali antibiotici o altre categorie di farmaci per rendere le api più “resistenti”. Questi possono tuttavia impattare sulla qualità del miele e provocare intolleranze ed allergie.

Quando possibile è meglio affidarsi a prodotti locali, magari quelli certificati con la dicitura Bio, che comunque non rende un miele necessariamente di qualità assoluta.

Importante controllare il prezzo: al chilo un “buon” miele non può costare meno di 10-11 euro al chilo, se il prezzo è inferiore conviene controllare adeguatamente la provenienza per evitare brutte sorprese.

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