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Mille Lire di Maria Montessori: se le trovi sei ricco, ecco quanto valgono

Le valute monetarie fanno parte di un compendio di normalità che contraddistinguono le realtà delle cose, indifferentemente dal contesto di appartenenza, concetto che si può applicare fin dall’antichità infatti per lo studio di monete e banconote è stato addirittura coniato il concetto di numsimatica, spesso applicato in modo più o meno corretto anche al collezionismo di monete e banconote.

La Mille Lire di Maria Montessori ad esempio costituisce una eloquente forma di carta moneta che per vari motivi è ancora molto presente nella memoria di intere generazioni di italiani, anche se non è stata tra le emissioni più longeve.

Mille Lire di Maria Montessori: se le trovi sei ricco, ecco quanto valgono

Le motivazioni sono da ricercare nella diffusione “popolare” oltre che numerica di questa emissione, che è stata concepita in un contesto storico molto particolare, ossia alla fine degli anni 80. L’Italia si trovava in un periodo dominato dall’inflazione, fenomeno che è difficile da spiegare ma ancor di più da limitare.

La strategia dei governi a partire dagli anni 70 in poi comprendeva lo sviluppo di emissioni sempre nuove di carta moneta e il “taglio” da Mille lire, che fino alla metà del secolo corrispondeva ad un valore importante (basta ricordare il brano Mille lire al mese), è stato gradualmente derubricato a taglio monetario minore, fino alla fine del 20° secolo. L’emissione con Maria Montessori costituisce l’ultima forma di Mille lire, ed è stata stampata dal 1990 al 1998, per essere poi utilizzata fino all’arrivo dell’euro, nel 2002.

Maria Montessori è stata una educatrice e scienziata italiana, tra le prime donne a laurearsi in medicina nel nostro paese, alla quale si deve l’insegnamento didattico che porta il suo nome, insegnamento che ha completamente rivoluzionato il sistema di insegnamento per bambini e ragazzi.

L’emissione è dedicata all’insegnamento come riporta anche il tratto del quadro riportato sul retro della banconota, uno stralcio del dipinto Bambini allo Studio, di Spadini, del 1924. L’emissione è stata concepita per un numero di esemplari particolarmente importante, pari a circa 2 miliardi, soprattutto in relazione agli anni di “servizio” della banconota, di fatto poco più di un decennio

Anche se è stata tra le più diffuse nell’ultima parte di Novecento, la Mille Lire Montessori è particolarmente ambita dai collezionisti, sia per una questione puramente storica, ma anche perchè esistono alcune sotto emissioni particolarmente rare che possono far guadagnare cifre non indifferenti.

Come molte altre banconote italiane del tempo, anche la Mille lire in questione è stata sviluppata nelle versioni tradizionali, risconoscibili da lettere dell’alfabeto nella prima parte del seriale, e da emissioni invece conosciute come sostitutive. Le sostitutive sono state ideate con il preciso scopo di prendere il posto delle standard, a fronte di usura eccessiva, e sono quindi decisamente più rare di queste ultime: le sostitutive si possono facilmente riconoscere con la prima lettera del seriale che è sempre una X.

Il valore è ovviamente influenzato dallo stato di conservazione della singola banconota: se una Mille lire Montessori qualsiasi in buone condizioni vale da 5 a 25 euro in media, una sostitutiva vale sensibilmente di più, ad esempio tutte quelle che iniziano per  XA A, XB A, XC A, XD A, che hanno un valore massimo di 200-210 euro se in stato di conservazione Fior di Stampa, vale a dire assolutamente perfette, valore che si dimezza a fronte di condizioni ottime ma non perfette.

Degne di nota anche quelle della primissima serie del 1990, che iniziano per AA e finiscono con un’altra A. In questo caso è possibile ambire ad almeno 30 euro se in buono stato, mentre condizioni Fior di Stampa possono far ottenere fino a 100 euro.

Tutte le altre sostitutive hanno invece un valore comunque buono, corrispondente a circa 25-60 euro a seconda dello stato di consevazione.

Mille Lire di Maria Montessori