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“Non pagare queste bollette!”: il motivo è assurdo

Siaamo tutti praticamente “schiavi” delle bollette, vale a dire le comuni forme di obbligo di pagamento che sono calcolate nella maggior parte dei casi sui consumi effettuati in lassi di tempo specifici, come nel caso dell forniture di gas, acqua e luce. Proprio queste costituiscono una delle principali fonti di preoccupazioni per oltre la metà della popolazione europea, in quanto una larga fetta delle entrate viene spesa proprio nel pagamento di queste importanti forniture. Le bollette non sono quasi mai considerate “giuste” dal punto di vista dell’importo ma mai come in questo particolare momento storico che ha evidenziato una problematica diretta in merito ai rincari, portando una cospicua percentuale di italiani a non poter pagare le bollette. Ma in alcuni casi le bollette possono non essere “legalmente” pagate.

“Non pagare queste bollette!”: il motivo è assurdo

Anche le bollette infatti non costituiscono qualcosa di “imperturbabile” e possono essere contestate nei confronti del fornitore, ma esiste anche un termine, una forma di “scadenza” effettiva, attraverso la prescrizione. Ogni bolletta infatti può decadere nel diritto da parte del fornitore di adoperarsi in merito ad un mancato pagamento se è trascorso un numero sufficiente di tempo tra l’emissione della fattura ed il tempo effettivo. La prescrizione non può essere applicata se il fornitore ha inviato preventivamente una raccomandata o una comunicazione tramite PEC per sollecitare il pagamento

Una bolletta caduta in prescrizione può non essere pagata se i termini di prescrizione sono stati oltrepassati.

Nello specifico:

  • Le bollette della luce emesse fino al 2 marzo 2018 mantengono una prescrizione di 5 anni, che si riduce a 2 a partire dal giorno successivo.
  • Quelle del gas mantengono i 5 anni di prescrizione fino al 1° gennaio 2019, dal giorno successivo anche in questo caso la soglia si riduce a 2 anni.
  • Idem per quanto riguarda le forniture dell’acqua, la cui prescrizione si applica da 2 anni a partire dal 2 gennaio 2020.

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