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Attenzione al pellet di cattiva qualità: ecco come riconoscerlo

Con l’approssimarsi dei “mesi rigidi” dal punto di vista della temperatura, iniziano a palesarsi quasi naturalmente tutta una serie di preoccupazioni che in quest’anno così problematico dal punto di vista energetico non possono che far preoccupare le tipologie di cittadino in questo particolare periodo storico. Il pellet in particolare è divenuto sempre più popolare con il passare del tempo, ma non tutte le qualità e sono ugualmente adatte e convenienti.

Attenzione al pellet di cattiva qualità: ecco come riconoscerlo

Il nostro paese per conformazione e produzione non può produrre grandi quantità di pellet, che è fondamentalmente una forma di produzione che deriva dagli scarti del legname, definito naturalmente un “biocombustibile addensato, generalmente in forma cilindrica, di lunghezza casuale tipicamente tra 5 mm e 30 mm”.

Costituisce una forma di combustibile più efficiente del legname tradiziona, in quanto ha un potere riscaldante molto maggiore e sviluppa una quantità di cenere altrettanto minore. Di contro, sono necessarie delle apposite stufe disposte per essere alimentate a pellet. Queste hanno avuto una grande diffusione negli ultimi 10 anni, comportando anche l’aumento del prezzo del pellet, che è quasi raddoppiato.

Ma come si riconosce un pellet di cattiva qualità da uno di buona qualità? Ogni confezione deve presentare tutte le diciture determinate dalla produzione e nei vari test di qualità come la DIN Plus e la EN Plus. Se l’imballaggio è anonimo, il pellet non va assolutamente comprato.

Importante anche valutare la percentuale di umidità presente, perchè logicamente minore è questo valore, maggiore sarà la resa una volta utilizzato: la percentuale riportata non deve essere superiore al 12% e minino al 8%, mentre il potere calorifero segnalato “reale” ideale si aggira intorno al 4,7-4,8 kWh/kg, mentre valori più alti sono consideabili “non realistici” e quindi falsi.

Il pellet non deve essere troppo “sfarinoso” ma neanche troppo duro da rompere. Un buon test può essere effettuato immergendo qualche cilindretto in un bicchiere d’acqua, se questi vanno sul fondo senza “sporcare” troppo l’acqua, significa che è un prodotto di buona qualità.

 

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