Considerata quasi “naturale” non troppe decadi fa, ma oggi quasi un miraggio per le giovani generazioni, la pensione è infatti qualcosa che solo parzialmente riesce a ricambiare il lungo periodo lavorativo del cittadino italiano medio. Il calcolo della pensione contributiva è cambiata notevolmente dalla metà degli anni 90 in quanto il sistema precedente non era più sostenbile, e negli ultimi anni nuove problematiche hanno evidenziato la necessità di apportare  cambiamenti come la pensione anticipata.

pensione anticipata

Esistono varie tipologie di pensione anticipata, alcune forme permettono effettivamente di andare in pensione prima dell’età pensionabile.

Una forma nello specifico che permette di andare in pensione addirittura all’età di 59 anni, sfruttando un sistema prorogato anche per il 2024.

Pensione anticipata 2024, ecco chi può andare in pensione a meno di 60 anni

pensione anticipata

La tanto discussa riforma Fornero che ha modificato in modo pesante i requisiti principali per ottenere un pensionamento, fa ricorso ad un’età media piuttosto avanzata, che è da qualche tempo di 67 anni, con un minimo di 20 anni di contributi. Questo è il requisito base confermato anche per il 2024, che però sarà accompagnato da varie “scappatoie” lecite che portano il cittadino a poter richiedere una pensione anticipata.

Ne esistono varie tipologie, ed in particolare è stato soggetto già a qualche modifiche Opzione Donna, ossia una metodologia di prepensionamento che permette alle donne, sia legate ad un contesto autonomo che dipendente, di ottenere la pensione anche a meno di 60 anni, a patto però di rispettare alcune forme di requisito.

Il termine è stato già modificato in varie parti: in origine sussisteva un requisito di contributi di almeno 35 anni, associato ad un’età di almeno 59 anni per le autonome e 58 per le dipendenti. Il governo Meloni già dal 2023 ha modificato questa forma di prepensionamento, riducendone la platea che è passato esclusivamente per le lavoratrici, sia dipendenti che autonome caregiver, licenziate senza giusta causa, o invalide con almeno il 74% di riduzione della capacità lavorativa.

A questo è stato anche unito il potenziale requisito di età modificato dai figli, ad esempio se in presenza di invalidità e di uno o più figli l’età anagrafica minima si riduce a 58 o 59 anni.

Nel 2024 l’ordinemento secondo la legge di Bilancio già evidenziata e redatta per la fine dell’anno attuale ha nuovamente modificato Opzione Donna, mantenendo l’età minima a 59 anni per le caregivers o le invalide con almeno 2 figli, mentre se sono state licenziate non sussiste il fattore figli.

60 anni sono l’età minima per farne richiesta se hanno un solo figlio, se questo non è presente, l’età minima è di 61 anni.