Il costo dell’energia elettrica è divenuto un tema importante soprattutto in corrispondenza delle varie crisi economiche ma anche nell’attuale situazione che sta attraversando il nostro paese, fatta di costi in aumento a causa dell’inflazione oltre che da bollette della luce e gas sempre più care in relazione ai salari. Nel corso degli ultimi anni la domanda ma anche il costo al dettaglio delle risorse raffinate di questo tipo ha impattato in modo considerevole, anche a causa di situazioni di stampo socio-politico, e sono vari gli elementi che hanno portato il costo annuo dell’energia elettrica in aumento. Nell’ambito delle bollette della luce e del gas, in quali città italiane  costano di più?

Bollette Luce costano di più

Il costo delle bollette infatti non è uguale in maniera totale in tutto il paese, e diversi portali come SoStariffe hanno di recente evidenziato attraverso un calcolo approfondito quali sono le città dove il costo dell’energia elettrica è più alto.

E’ addirittura possibile sviluppare una vera e propria classifica delle città dove il costo è più alto.

Bollette Luce e Gas, in quali città costano di più? – LISTA

Bollette Luce costano di più

Nonostante i costi in aumento rispetto alla scorsa decade, il 2023 è stato meno problematico dal punto di vista energetico, condizione divenuta tale in modo particolare a causa della guerra in Ucraina che ha portato una tendenza già al rialzo nel corso dello scorso anno, al punto che l’esecutivo Draghi ha dovuto potenziare i vari bonus relativi al costo che è stato per mesi calmierato delle bollette di luce e gas, sia per i privati ma anche e soprattutto per l’utenza privata.

Il costo medio annuo dell’energia ha superato i 3000 euro per singolo contesto familiare, considerando gas e luce, condizione che si è ridotta con il 2023 ma che resta elevata.

La lista delle città dove il costo dell’energia è mediamente più alto è la seguente

  1. Oristano,, 2.995 euro
  2. Benevento,, 2.974 euro
  3. Sondrio,, 2.941 euro
  4. Avellino,, 2.940 euro
  5. Belluno,, 2.836 euro

Non sono presenti quindi grandi città nella “top 5” condizione che alcuni analisti hanno notato ed anno fatto “pesare” in modo specifico in relazione ad una non sempre totale affermazione del mercato libero soprattutto nei centri urbani minori piuttosto che nelle metropoli.

Circa 1/3 dell’utenza privata comune è ancora infatti sotto contratto con il servizio energetico nazionale che costituisce l’alternativa dello Stato per i clienti del mercato tutelato. Con il 2024 questo sarà di fatto dismesso e l’utenza gradualmente sarà dirottata a fare ricorso al mercato libero, che secondo i dati, porta anche a risparmiare annualmente centinaia di euro per famiglia.