La pandemia ha cambiato in qualche modo le vite di tutti, o quasi, sia dal punto di vista delle abitudini ma anche nello spirito e nella mente, in modo specifico anche per i contesti legati al contagio come l’obbligatorietà di “stare al chiuso”, che è stata portata avanti con la necessità, nella prima fase della diffusione del virus di tenere lontane le persone per limitare al più possibile la diffusione. In questo periodo, con oramai una condizione molto più di “controllo”, in Italia stiamo assistendo a nuovi casi di contagio che sono aumentati di oltre il 90 % rispetto solo ad un mese fa, in particolare in correlazione a questa nuova ondata di casi Covid.

Il coronavirus oggi risulta essere più complesso da gestire e nella maggior parte dei casi anche più complicato comprenderne realmente la diffusione.

Ma chi rischia di più effettivamente parlando, e quali sono i potenziali rischi, dopo circa 3 anni dal primo “riconoscimento” del Coronavirus?

Covid, nuova ondata di casi: ecco chi rischia maggiormente

A causa delle vaccinazioni e dei contagi si è raggiunto la cosiddetta immunità relativa, corrispondente del resto al concetto di immunità di stato, ossia un periodo oramai raggiunto da oltre un anno, che rende non più necessarie le varie azioni legate al concetto di emergenza, con mascherine, distanziamento sociale, vaccinazioni obbligatorie, il tanto discusso green pass oltre alla necessità di corrispondere a lungo un periodo di quarantena.

Tutto questo oggi non è più effettivamente utilizzato, neanche tra i pazienti che sono senza dubbio positivi al Covid-19 oggi diffuso in numerose varianti considerate più contagiose ma meno “letali” negli effetti. Non esiste una regolamentazione che limiti obbligatoriamente il contatto con le altre persone ma nel compendio attuale di situazioni che ha visto un numero di decessi molto superiore (anche se si tratta per la maggior parte di persone oltre gli ottant’anni di età) ma secondo vari immunologi sono in particoalre le  persone soggette a diverse malattie comechi ha problemi vascolari broncopneumopatia cronica ostruttiva, asma, insufficienze cardiache di varia tipologia ed anche a seguito di obesità.

Vari esperti sono mediamente tranquilli in merito ma altrettanto pronti a consigliare una vaccinazione per la quasi totalità degli over 60.