Negli ultimi tempi stanno arrivando sempre più segnalazioni dei cosiddetti “vermicelli” che possiamo trovare sia nella pasta normale che nella pasta integrale. Parliamo certamente di un fenomeno fastidioso, che genera apprensioni, rende inadoperabile gli alimenti contaminati, ma che fortunatamente non desta smisurate preoccupazioni per la nostra salute.

I vermicelli della pasta vengono fuori dalle uova deposte da insetti parassiti dei cereali e che in condizioni a loro benevoli proliferano trasformandosi prima in larve e poi nell’insetto adulto come le farfalline. Gli insetti “contaminanti” si possono perfettamente trovare nei granai, nei silos, nei mezzi che muovono i cereali, dove pongono le loro uova.

Se la pasta fa i vermi c’è un solo motivo: ecco quale

Nelle lavorazioni seguenti, come la macinazione che accade a temperatura ambiente, le uova conservano la loro vitalità e li si potrebbe trovare nelle farine; la loro presenza può essere ritrovata con accurati esami microscopici. Potrebbe essere pensabile rimuoverli con l’utilizzo di sostanze insetticide, ma il pericolo dei residui nelle farine è distintamente superiore ai benefici che si possono conseguire.

I cereali e le loro farine prima di essere mangiati sono normalmente assoggettati a trattamenti di cottura che oltrepassano i 100 °C; a queste temperature le uova sono totalmente distrutte e non troviamo nessuna possibilità che si trasformino in larve e/o insetti. Differente è la situazione nella produzione della pasta. La temperatura che si consegue nelle lavorazioni è parzialmente blanda e sporadicamente oltrepassa i 75 °C.
In tali condizioni troviamo la possibilità che parte delle uova sopravviva. Di conseguenza se la pasta è mantenuta in maniera non adeguata, come gli ambienti umidi e le temperature intorno ai 30 °C, daranno la possibilità alle uova di svilupparsi e dare genesi alle larve e gli insetti adulti contagiando la pasta stessa.

Siccome parliamo di parassiti ubiquitari, li possiamo trovare anche nelle nostre case con la possibilità che depositino le uova sugli alimenti non convenientemente protetti e di conseguenza provocare la contaminazione e il seguente sviluppo. Quando si comperano pasta, biscotti, cereali o altri alimenti rassomiglianti, si deve fare attenzione alle date di scadenza. Benché potremmo trovare scritto“preferibilmente”, i prodotti più vecchi sono in maggior misura a rischio specialmente se conservati in maniera inadeguato.

È in ogni caso consigliabile acquistare le quantità che consumeremo nello spazio di una due settimane e di non fare scorte sproporzionate. Se tornando a casa ci rendiamo conto che l’alimento acquistato è contagiato, è opportuno riportarlo al rivenditore e farselo rimborsare o surrogare.

Ricordiamo in ogni caso di conservare sempre gli scontrini che sono il solo modo per dimostrare dove è stato fatto l’acquisto.