Il tennis è uno degli spot più praticati al mondo, questo perché viene giocato in tutte le classi sociali e a tutte le età a prescindere dal livello di gioco e dall’agonismo. Inoltre, è uno sport che unisce coordinazione, abilità tattico-cognitive e forza mentale. Essenziale, però, è anche una buona condizione fisica. Non essendo uno sport di contatto, infatti, si pensa che questa attività sia esonerata dai rischi e dagli infortuni. Invece i continui cambi di direzione, i movimenti bruschi e veloci e gli stacchi di arresto e partenza, si traducono spesso in lesioni e incidenti.

infortuni tennis

Secondo diversi studi la probabilità di infortuni nel tennis è compresa tra 0,04 e 3 lesioni per 1000 ore di gioco. Le zone più frequentemente colpite sono l’estremità inferiore, l’arto superiore, il tronco e per ultima la testa. Fenomeni che, quando capitano, stravolgono non solo la vita degli atleti ma anche le competizioni, influenzando il mondo delle scommesse e delle quote tennis, come ad esempio quelle di Betway o altri operatori. Quest’ultimo ha un portale dedicato alle notizie sportive dove è possibile trovare informazioni inerenti al tennis come questo articolo dedicato agli Indian Wells appena conclusi, con costanti aggiornamenti sulle gare.

Gli incidenti più comuni

Nel mondo del tennis, l’epicondilite laterale, meglio conosciuta come “gomito del tennista”, è una delle affezioni più diffuse. Questo infortunio colpisce i tendini dell’avambraccio, vicino al gomito, e si manifesta con dolore e infiammazione. Un caso emblematico è quello di Mats Wilander, ex numero uno del mondo. Nonostante la sua brillante carriera, Wilander ha lottato con questo infortunio, che ha messo a dura prova la sua capacità di giocare al massimo delle sue potenzialità. Questo esempio evidenzia come anche i giocatori al vertice di questo sport non siano immuni da questo problema comune.

l tennis, inoltre, richiede cambi di direzione rapidi e improvvisi, rendendo le caviglie particolarmente suscettibili agli infortuni. Novak Djokovic, conosciuto per la sua agilità e resistenza in campo, ha avuto la sua giusta dose di problemi alle caviglie. Nel corso della sua carriera, Djokovic ha affrontato diverse situazioni critiche, tra cui strappi e distorsioni, che hanno messo alla prova la sua resilienza e la sua capacità di recupero.

Altra zona ad essere costantemente sollecitata è la spalla, soprattutto nei movimenti del servizio e nei colpi di testa. Maria Sharapova, una delle icone del tennis femminile, ha avuto diversi problemi alla in questa parte del corpo, che hanno gravemente influenzato la sua carriera. Questo tipo di infortunio richiede spesso lunghi periodi di riposo e riabilitazione, mostrando come questi problemi possano avere un impatto significativo sulla carriera di un atleta.

Fratture da stress: il caso Nadal

Le fratture da stress sono microfratture nelle ossa causate da ripetuto stress fisico. Rafael Nadal, noto per il suo stile di gioco potente e fisicamente esigente, ha subito questa tipologia di fratture nel piede. La gestione degli infortuni nel caso di Nadal ha rappresentato un processo complesso e multifattoriale. Oltre a una cura medica mirata, che spesso includeva terapie di riabilitazione e periodi di riposo, Nadal ha dovuto adattare il suo programma di allenamento e le sue strategie di gioco per minimizzare lo stress sul suo piede lesionato.

Tuttavia, nonostante le sfide fisiche che ha affrontato, Nadal ha dimostrato una straordinaria determinazione nel superare gli ostacoli. Il suo ritorno in campo dopo ogni infortunio è stato sempre accolto con grande ammirazione e rispetto da parte dei fan e dei suoi colleghi. La sua capacità di tornare ai vertici del tennis mondiale dopo tali infortuni è un testamento alla sua resilienza e al suo impegno per il gioco che ama.

La prevenzione

Gli infortuni nel tennis rappresentano una sfida costante per i giocatori. Dall’infiammazione dei tendini alle lesioni più gravi, è essenziale che venga fatta una prevenzione adeguata, una gestione attenta delle proprie energie e un recupero mirato laddove necessario.

Per evitare sovraccarichi articolari, è fondamentale che un giocatore sfrutti al meglio la catena cinetica, soprattutto durante colpi potenti come il servizio, lo smash e i colpi da terra. È vantaggioso concentrarsi su esercizi specifici di condizionamento e rafforzamento dei segmenti muscolari chiave, in modo da favorire l’integrazione del core e il miglioramento dei pattern motori, assicurando così una partecipazione senza rischi di infortuni.

Anche la scelta dell’attrezzatura è cruciale, ad esempio una racchetta pesante aumenta il rischio di infortuni cronici del 8%, mentre un riscaldamento breve triplica il rischio di infortuni nelle donne e lo raddoppia negli uomini. Dunque, nel tennis (così come in tutti gli altri sport) nulla va lasciato al caso ed è essenziale ponderare bene le propri prestazioni e il tipo di allenamento.