- La soglia forfettario resta a 85.000 euro anche per il 2026.
- Il limite è proporzionato ai giorni di attività per chi apre partita IVA durante l’anno.
- Il limite di redditi da lavoro dipendente o pensione sale a 35.000 euro.
- Superando la soglia, si esce dal regime forfettario dall’anno successivo.
Legge di Bilancio 2026: confermata la soglia per il regime forfettario a 85.000 euro
La Legge di Bilancio 2026 conferma una delle misure fiscali più rilevanti per lavoratori autonomi, liberi professionisti e piccoli imprenditori: il limite di ricavi o compensi per accedere e restare nel regime forfettario resta fissato a 85.000 euro annui. La decisione, attesa da molti titolari di partita IVA, garantisce continuità normativa rispetto agli ultimi anni e offre certezze nelle scelte fiscali e gestionali per il prossimo biennio[1][2][5].
Regime forfettario: limiti e novità per il 2026
La soglia degli 85.000 euro rappresenta il tetto massimo di ricavi o compensi che un contribuente può percepire nell’arco dell’anno solare per poter applicare il regime forfettario. Si tratta di un regime fiscale agevolato, scelto da molti per la semplicità delle regole contabili e la tassazione ridotta rispetto agli ordinari regimi IRPEF.
Come approfondito in questo articolo, la Legge di Bilancio 2026 non introduce modifiche alla soglia principale, mantenendo quindi stabile il quadro di riferimento anche per chi valuta l’apertura di una nuova partita IVA nel prossimo anno.
Calcolo della soglia nei casi di inizio attività in corso d’anno
Per chi apre la partita IVA nel corso del 2026, il limite degli 85.000 euro viene proporzionato ai giorni effettivi di attività svolta durante l’anno. Ad esempio, se l’attività inizia il 1° marzo 2026, il tetto di ricavi o compensi per il periodo 1° marzo–31 dicembre sarà di 71.027,40 euro, calcolato rapportando il limite annuale ai 305 giorni effettivi di esercizio[1][5].
Questa precisazione è essenziale per evitare l’applicazione automatica del limite annuale a chi inizia l’attività in corso d’anno, garantendo equità fiscale e uniformità di trattamento tra i contribuenti.
Requisiti aggiuntivi: redditi da lavoro dipendente e pensione
Un’altra novità riguarda il limite di redditi da lavoro dipendente o assimilati e da pensione, che viene innalzato a 35.000 euro per poter accedere o mantenere il regime forfettario nel 2026. Il riferimento normativo è l’art. 12, comma 57 della Legge 190/2014[2][3][5].
Ciò significa che, oltre a non superare il tetto di ricavi da attività autonoma, il contribuente non deve percepire redditi da lavoro dipendente o pensione superiori a 35.000 euro nel periodo d’imposta precedente. Questa soglia si applica sia ai nuovi ingressi nel regime, sia a chi già ne beneficia e desidera continuare a usufruirne.
Superamento dei limiti: uscita dal regime e soglia transitoria
In caso di superamento della soglia di 85.000 euro di ricavi o compensi, il contribuente è tenuto a uscire dal regime forfettario dall’anno successivo. Tuttavia, è prevista una soglia transitoria: se l’ammontare di ricavi o compensi non supera i 100.000 euro, il regime si applica per l’anno in corso e l’uscita avviene dal successivo periodo d’imposta. In caso di superamento della soglia transitoria di 100.000 euro, l’uscita dal regime è immediata[5].
Questo sistema consente una certa flessibilità e tutela il contribuente da uscite repentine dal regime agevolato a seguito di scostamenti lievi o episodici rispetto al limite principale.
Implicazioni per professionisti, autonomi e imprese individuali
Il mantenimento della soglia per il regime forfettario a 85.000 euro conferma l’attenzione del legislatore verso la semplificazione fiscale a favore delle microimprese e delle partite IVA individuali. La cornice normativa stabile permette una pianificazione precisa delle attività e delle strategie di crescita, soprattutto per chi si trova nella fascia intermedia di fatturato.
L’innalzamento del limite di redditi da lavoro dipendente o pensione a 35.000 euro rappresenta un ulteriore elemento di apertura, ampliando la platea potenziale degli aventi diritto, in particolare tra i lavoratori autonomi che affiancano attività professionali a rapporti di lavoro subordinato o a pensione.
Vantaggi e criticità del regime forfettario
- Semplificazione contabile: il regime prevede l’esonero dagli obblighi IVA, dalle scritture contabili e dall’applicazione degli studi di settore.
- Aliquota agevolata: la tassazione forfettaria agevolata si basa su una percentuale ridotta rispetto al regime ordinario.
- Chiarezza normativa: la conferma dei limiti elimina incertezza e favorisce la programmazione delle attività.
Tuttavia, il superamento dei limiti può comportare la fuoriuscita repentina dal regime e l’applicazione delle regole ordinarie, con effetti significativi sulla liquidità e sugli adempimenti amministrativi. È quindi essenziale un monitoraggio costante dei ricavi e dei redditi complessivi, soprattutto nelle fasi di crescita del volume d’affari.
Prospettive e considerazioni future
La Legge di Bilancio 2026, mantenendo il limite del regime forfettario a 85.000 euro e innalzando quello dei redditi da lavoro dipendente o pensione, si pone l’obiettivo di favorire l’emersione del lavoro autonomo e incentivare la regolarizzazione delle attività “miste”. Le misure adottate rispondono alle richieste delle associazioni di categoria e degli operatori del settore, che auspicavano una maggiore stabilità e accessibilità del regime.
Resta centrale la necessità di valutare attentamente la propria posizione fiscale, anche con il supporto di consulenti, per poter sfruttare appieno i vantaggi previsti e rispettare i requisiti normativi, evitando sanzioni o fuoriuscite non pianificate dal regime agevolato.
Conclusioni
Nel panorama fiscale italiano, la conferma della soglia a 85.000 euro per il regime forfettario anche nel 2026 rappresenta un segnale di continuità e attenzione alle esigenze dei lavoratori autonomi e delle microimprese. La normativa aggiornata offre strumenti chiari e stabili per la gestione dell’attività e la pianificazione degli investimenti, pur richiedendo attenzione costante sui limiti di fatturato e sui requisiti di accesso.
L’evoluzione del regime forfettario continuerà a essere oggetto di monitoraggio e analisi nei prossimi anni, con l’obiettivo di conciliare semplicità, equità e sostenibilità per tutti i contribuenti interessati.
Roberto Ferrari
Imprenditore e Business Angel
Founder di diverse startup di successo. Condivide la sua esperienza su strategie aziendali, leadership e gestione del capitale di rischio, offrendo mentorship virtuale aspiranti imprenditori.
- Partita IVA forfettaria e flat tax: le novità 2026 - Futuro Digitalefuturodigitale.infocert.it






