SocialPeriodico.itGiardinaggio, consigli per la casa e vita green

Quali piante depurano davvero l’aria della casa? I risultati confermati dagli studi

Rossella Manfredinidi Rossella Manfredini· 02/08/2026 16:09
Quali piante depurano davvero l’aria della casa? I risultati confermati dagli studi

La convinzione che le piante d'appartamento depurino significativamente l'aria della casa è radicata nella cultura contemporanea del benessere domestico. Tuttavia, la ricerca scientifica negli ultimi anni ha fornito risultati più sfumati rispetto alle promesse del marketing green. Rossella Manfredini, esperta di microgiardinaggio e arredamento sostenibile, ha approfondito quali specie vegetali offrono realmente benefici misurabili sulla qualità dell'aria interna, sulla base degli studi più recenti.

Lo studio della NASA e le successive verifiche scientifiche

Nel 1989, la NASA condusse un esperimento in ambienti controllati che divenne il punto di riferimento per chi sostiene le proprietà depuranti delle piante. La ricerca identificava specie capaci di assorbire sostanze volatili come benzene, formaldeide e tricloroetilene. Tuttavia, studi successivi hanno evidenziato un elemento cruciale: la capacità di assorbimento misurata in laboratorio non si traduce automaticamente in efficienza negli ambienti domestici reali.

Le condizioni controllate della NASA – con tassi di ricambio d'aria limitati e concentrazioni di inquinanti elevate – differiscono significativamente dalle abitazioni moderne, dove la ventilazione è generalmente maggiore e i livelli di contaminanti sono più bassi.

Quali piante mostrano reali benefici documentati

Nonostante le limitazioni di efficacia generale, alcune specie presentano capacità dimostrate di assorbimento. La Spathiphyllum wallisii, comunemente chiamata giglio della pace, riduce effettivamente il benzene e la formaldeide, anche se in quantità modeste. Questa pianta raggiunge un'altezza di 30-40 centimetri e prospera in ambienti con illuminazione indiretta, caratteristica che la rende pratica per il microgiardinaggio domestico.

L'Epipremnum aureum, noto come pothos o edera del diavolo, presenta proprietà simili. Cresce rapidamente raggiungendo lunghezze di 2-3 metri e si adatta a condizioni diverse di luce, rendendolo una scelta frequente negli interni moderni per finalità estetiche e di assorbimento moderato di inquinanti.

Il Chlorophytum comosum, meglio conosciuto come pianta ragno, è efficace nell'assorbimento della formaldeide. Produce stoloni ramificati che generano piantine, facilitando la moltiplicazione della specie in ambiente domestico. Secondo Ricerca scientifica applicata al tema, questa pianta mantiene consistenza nella sua capacità depurante anche in condizioni domestiche standard.

Il ruolo del terriccio e dei microrganismi associati

Un elemento spesso trascurato dalla letteratura popolare riguarda il contributo dei microrganismi presenti nel suolo. La rizosfera – l'area intorno alle radici dove si sviluppano batteri e funghi benefici – è responsabile di una quota significativa dell'assorbimento di sostanze volatili. Non è la pianta stessa, ma l'ecosistema biologico del vaso a produrre parte del beneficio depurante.

Questo aspetto ha implicazioni pratiche importanti: un terriccio di qualità, ricco di sostanza organica e microrganismi, incrementa l'efficacia complessiva. I terricci con compost maturo o fibra di cocco sterile favoriscono lo sviluppo di batteri degradatori di inquinanti organici.

Quantità di piante necessarie per effetti misurabili

Gli studi più recenti indicano che per ottenere una riduzione misurabile della formaldeide in una camera di 20 metri quadri, sarebbero necessarie tra 10 e 15 piante di medie dimensioni, mantenute in condizioni ottimali di crescita. Questo numero contrasta nettamente con le affermazioni secondo cui 2-3 piante sarebbero sufficienti per depurare un intero ambiente.

Manfredini sottolinea come la funzione primaria delle piante d'interno resti quella estetica e psicologica: la loro presenza migliora il benessere percepito e può influenzare positivamente l'umore degli occupanti, benefici documentati da ricerche nel campo della psicologia ambientale.

Metodologie alternative più efficaci

Se l'obiettivo principale è migliorare la qualità dell'aria interna, Ventilazione meccanica controllata e filtri HEPA si dimostrano significativamente più efficaci delle piante. Sistemi con filtrazione a carboni attivi riducono gli inquinanti organici volatili del 70-90 percento, ben superiore a qualsiasi intervento basato su specie vegetali.

Questo non significa abbandonare le piante dagli ambienti domestici, bensì comprendere correttamente il loro contributo e sceglierle anche per benefici comprovati secondari: riduzione della percezione del rumore, regolazione dell'umidità relativa dell'aria e miglioramento del microclima locale attorno alle foglie.

Piante da scegliere per vantaggi reali documentati

Per chi desideri comunque sviluppare una collezione di piante con proprietà depuranti documentate, Manfredini consiglia di prediligere specie che combinano capacità di assorbimento con facilità di coltivazione in ambiente domestico.

La Dracaena marginata assorbe la formaldeide e raggiunge altezze di 1,5-2 metri, integrandosi facilmente negli schemi di arredamento contemporaneo. Il Ficus benjamina mostra efficacia simile, anche se richiede condizioni di illuminazione più specifiche e temperature stabili.

L'Anthurium andreanum, con i suoi fiori caratteristici rossi o rosa, combina proprietà depuranti moderate con valore decorativo elevato. Assorbe ammoniaca e formaldeide, pur con intensità modesta, e prospera con illuminazione indiretta e umidità relativa tra il 60 e l'80 percento.

Conclusioni pratiche per l'arredamento green consapevole

La ricerca attuale suggerisce un approccio equilibrato: le piante d'appartamento offrono benefici reali, ma circoscritti. Sceglierle esclusivamente per scopi di depurazione dell'aria significherebbe sottoutilizzarne il potenziale. Piuttosto, integrarle negli ambienti per la loro qualità estetica, il loro impatto psicologico positivo e il contributo moderato ma documentato alla riduzione di alcuni contaminanti rappresenta un approccio razionale e sostenibile.

La consapevolezza scientifica consente di fare scelte informate: selezionare specie che uniscono proprietà depuranti accertate con caratteristiche decorative apprezzabili, mantenere il terriccio in condizioni ottimali e, per risultati significativi sulla qualità dell'aria, combinare le piante con sistemi di ventilazione adeguati e una frequente apertura delle finestre.

Rossella Manfredini
Rossella Manfredini

Arredatrice d’interni per passione, Rossella unisce l’amore per le piante con la ricerca del benessere domestico. Dopo aver ristrutturato la propria casa, si dedica al microgiardinaggio per purificare e abbellire gli ambienti interni. Affronta temi di ordine e funzionalità green.